200 anni di tragica sofferenza per l’Impero Bizantino

di Enrico Pantalone

 

La tragica battaglia di Mantzkiert fu l'inizio del declino politico e militare dell'Impero Romano d'Oriente e segnò comunque la fine della dominazione in Asia Minore della genia che si rifaceva a Roma pur con tempi e metodologie differenti.
I ripetuti errori della dinastia macedone (terminata ufficialmente nel 1056) finirono col preparare la disfatta anche se essa coincise con un periodo d'instabilità politica al vertice del potere appunto tra il 1056 e l'avvento deciso di Alessio I  Comneno tipico di una società in crisi d'identità.
L'esercito bizantino fu letteralmente annientato (e lo ricorda senza tante discussioni Anna Comnena precisa e puntuale come sempre) e lo sbando fu totale, i turchi selgiuchidi s'installarono così nel grande territorio anatolico per non andarsene mai più.
Un esercito raffazzonato, mal preparato e ancor peggio guidato da un Imperatore, Romano IV Diogene, non all'altezza del compito, tra cui non si distinse nessun tipo di truppa nel disastro, nemmeno quella Guardia Varangia un tempo punto fermo della truppa scelta, gli uomini furono mandati al massacro senza peraltro che qualcuno s'accorgesse di cosa stava accadendo: uno tsunami turco annientò tutto.....

Io penso che si fosse al culmine della disorganizzazione militare che rifletteva ovviamente anche quella della società, bisogna dire che la sconfitta fu di certo salutare perché diede modo d'emergere a personaggi che in seguito cercarono di ricostruire "un'intelaiatura più robusta" anche se effimera.
Nella battaglia furono male utilizzate anche tutte le truppe mercenarie, comprese quelle occidentali, non funzionando il settore del comando tutto fu lasciato al caso e i turchi che probabilmente non si aspettavano tanta manna, ne approfittarono in maniera perfetta: andrebbero fatte anche altre considerazioni sociali che influirono sulla psicologia dei soldati al momento dell'urto.

Mantzkiert probabilmente rappresentò la linea di demarcazione tra un sistema militare concepito per essere tipicamente offensivo o di conquista e il successivo solamente impostato per un assetto di contenimento e dichiaratamente difensivo: non lasciamoci ingannare dalle ottime campagne di Alessio I Comneno, egli sfruttò bene i grandi aiuti che ricevette dall'occidente in cambio dell'amicizia (truppe abbastanza disciplinate e di carriera) mostrata verso l'altra metà dell'Impero e il momentaneo appannamento dei turchi che dovevano difendersi da rivolte interne degli stati orientali sottomessi orientali.
Alessio ottenne vittorie importanti, ma le sue campagne si esaurirono una volta recuperate le vecchie città romane nell'Asia Minore mediterranea.

Guardiamo ora ciò che disse e scrisse Federico Barbarossa ai diplomatici bizantini inviati da Manuele Comneno una volta giunti alla sua corte dopo la disfatta definitiva subita per opera dei Turchi nella battaglia di Myriocephalon (1179) al fine di chiedere aiuti:
“gli imperatori tedeschi avevano ricevuto il loro potere dai gloriosi imperatori romani e dovevano non solo dominare l'Impero Romano. ma anche "il Regno greco" (l'ut non il solum Romanum imperium nostro disponatur moderamine, verum etiam regnum grecie annuncio nutum nostrum regi et suppliscono nostro gubernari debeat imperio)”.
Era un vero e proprio diktat, non vi era più spazio per le discussioni, Manuele dovette accettare d’essere considerato solamente “Rex” al confronto di Federico “Imperator”, era la fine di Bisanzio, dell’Impero Bizantino, erede della grande civiltà di Roma rimaneva solamente il Sacro Romano Impero costruito dai franco-tedeschi con il sostegno del Papato Romano: il precedente Congresso di Venezia del 1177 sancì definitivamente l’alleanza europea tra le parti e getterà le basi per la crociata del 1204 che conquisterà Bisanzio, tutto il susseguirsi degli avvenimenti nei secoli successivi sino al 1453 sarà solamente una malinconica attesa della fine da parte dei greci.

Alessio II, data la giovane età, era coadiuvato nel potere imperiale a Bisanzio dalla madre Maria d’Antiochia, di fatto reggente al trono, una donna forte e risoluta, che sapeva benissimo in che condizioni versava l’Impero d’Oriente e sapeva anche che solo un’unione definitiva con l’occidente avrebbe fermato l’emorragia drammatica che si stava profilando giorno dopo giorno, per cui s’adoperò affinché i latini potessero aiutare concretamente i greci.
Prima che tutto questo si potesse rendere concreto in maniera “fraterna”, l’estremismo dichiarato contro la reggente da parte di Andronico Comneno prese forma in una sostanziale opposizione molto dura, il che finì per fare il gioco dei turchi, che gongolavano, determinando un accrescimento dell’odio tra greci e latini che sarà poi una delle cause della presa di Bisanzio durante la crociata del 1204.
Andronico Comneno, già più volte imprigionato durante il regno di Manuele Comneno, sempre per le stesse motivazioni che ne facevano un nemico più che un amico dichiarato della dinastia che stava cercando di salvare il salvabile, ammesso che si fosse ancora in tempo, era il prototipo dell’avventuriero di quei tempi, baldanzoso, pieno di sé, sempre bardato con pennacchi e divise appariscenti, con la spada in mano, senza una linea politica chiara che non fosse per accrescere i suoi interessi personali.

Egli girovagava per il territorio bizantino cercando di blandire popolazione ed aristocrazia, offrendo servigi inesistenti e tuttavia dotato di una parlantina fluente il che lo favorì quando Maria d’Antiochia fu costretta, sotto la pressione del popolino, ad innalzarlo a “Salvatore della Patria”……e di fatto cedere il potere.

Il suo primo atto fu il massacro indiscriminato dei pazienti d’origine latina che si trovavano nell’ospedale della capitale, senza motivo alcuno che giustificasse tale atto, poi furono massacrati i commercianti e tutta la gente che partecipava alla crescita della società, fu decapitato il messo pontificio, le chiese cattoliche bruciate e un brivido corse presso tutti coloro che avevano a che fare con l’occidente........

Nel 1274 si tiene il Concilio di Lione voluto da Michele VIII Paleologo per trovare un accordo d'unificazione tra la Chiesa Ortodossa con la Chiesa Romana e sottrarre così l'aiuto del Papa a Carlo d'Anjou che nutriva progetti di conquista ai danni della capitale imperiale Costantinopoli.
L’operazione politica non riesce a decollare, i papi che si susseguono al trono di Pietro frenano l’accordo faticosamente raggiunto, gli Anjou riescono spesso a mettere i bastoni fra le ruote ad una novità certamente importante dal punto di vista religioso e politico per la cristianità e l'occidente.
Finché nel 1281, sotto il patronato del nuovo Papa Martino IV, violentemente anti-bizantino, Carlo d'Anjou, Filippo de Courtenay titolare dell'Impero Latino e Venezia costituiscono una lega contro l’impero orientale per restaurare il loro potere "usurpato" dal paleologo e di fatto interrompono ogni possibile dialogo con l’oriente che rimane isolato politicamente (ed anche militarmente….).
Papa Martino dichiara perciò deposto Michele e lo scomunica, ma in aiuto di Bisanzio minacciata dall'occidente sotto Carlo d'Anjou interviene un moto insurrezionale contro la dominazione angioina fomentato dai greci stessi in tutto il sud Italia ed in special modo in Sicilia (1282) dove ha la sua più violenta espressione con i famosi Vespri Siciliani che fanno recedere Carlo dai suoi propositi velleitari di dominio.
Bisanzio riesce quindi a pararsi dal pericolo in occidente, senza peraltro eliminarlo del tutto, per contro la debolezza dell'oriente si rivela però nello stesso periodo più chiaramente nelle successive guerre civili interne e nel frazionamento dello stato che in breve volgere di tempo è ridotto alla Tracia, alle Isole Egee, a Tessalonica e ad alcuni territori del Peloponneso e viene inoltre spartito fra i membri della famiglia imperiale..
La debolezza orientale dello stato bizantino è confermata dai continui progressi territoriali della Serbia e del regno Osmanico che arrivano presto a pretendere d'intervenire negli affari interni di Bisanzio stessa.
Il disastro annunciato appunto.......

 

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