Bram Stoker, l’autore di Dracula

di Emanuela Cardarelli

 

E’ purtroppo impossibile conoscere da vicino Bram Stoker. Sappiamo ciò che ha fatto, ma non chi era. Ancora oggi, la fonte principale su Stoker resta la biografia in due volumi che egli scrisse sull’attore Henry Irving, nella quale spesso indugia in ricordi personali.

 

Bram Stoker

 

Bram Stoker nacque l’8 novembre 1847 a Dublino. Suo padre, Abraham, era un uomo privo di ambizione, e si accontentava di lavorare come impiegato nell’ufficio del segretario capo nel castello di Dublino. Egli aveva già quarantotto anni quando nacque Bram, il terzo di sette figli nati tutti nel giro di dieci anni: William, Matilda, Abraham junior (detto Bram), Tom, Richard, Margaret e George.

La madre, Charlotte, di diciotto anni più giovane del marito, era una donna molto bella e intelligente, la quale, non vedendo ambizione in Abraham, era determinata a coltivare questa caratteristica nei suoi figli. Tre di loro (William, Richard e George) sarebbero diventati medici. William venne addirittura investito cavaliere. Per quello che invece riguardava le figlie, a Charlotte non importava molto di loro. Tuttavia, era un’ardente riformatrice sociale e molto attiva nel promuovere i diritti delle donne. Si sentiva irlandese fin nel profondo, e conosceva molto bene la mitologia e le leggende celtiche.

       Per i primi sette anni di vita, il piccolo Bram fu costretto a letto. La natura del disturbo che lo affliggeva non è mai stata chiarita, ma è probabile che si sia trattato di un problema psicologico più che fisico, poiché in seguito si rimise completamente e divenne un vero campione nelle attività sportive scolastiche. Comunque, restando a letto, ebbe tutto il tempo di ascoltare i racconti di sua madre e di leggere i libri della biblioteca del padre.

Una volta ristabilitosi, studiò in una scuola privata e in seguito fu ammesso al Trinity   College. Qui rivestì le più prestigiose cariche studentesche e acquisì molti onori sportivi. Dopo la Laurea in Lettere, ebbe modo di frequentare l’élite di Dublino: fra le molte conoscenze importanti, figurano Sir William e Lady Wilde, genitori di Oscar Wilde. Entrambi erano delle vere autorità nel campo del foklore irlandese e Sir William era anche un apprezzato egittologo.

   Bram ereditò dal padre un profondo interesse per il teatro, tanto che accettò di lavorare gratis come critico teatrale per il Dublin Evening Mail. Nel frattempo aveva cominciato a scrivere racconti. Il primo ad essere pubblicato fu, nel 1872, “The Crystal Cup”. In quello stesso anno apparve anche la novella di Le Fanu “Carmilla”, che produsse una forte impressione su Stoker.

Dopo essere andato in pensione, il padre di Bram Stoker si vide costretto, a causa di problemi economici, a trasferirsi sul Continente con moglie e figlie, ma morì nel 1876 a Napoli. Pochi mesi dopo, la vita di Stoker sarebbe cambiata completamente. Durante i suoi anni di studio a Dublino, ebbe modo di ammirare sulle scene un attore che sarebbe divenuto di lì a poco un Laurence Olivier ante-litteram: si trattava di Henry Irving, allora ventinovenne. Adesso, dieci anni dopo, Irving era di nuovo a Dublino, per recitare l’Amleto. Stoker rimase profondamente colpito dalla performance dell’attore ed espresse i suoi sentimenti di ammirazione attraverso i suoi articoli. Irving ne fu così lusingato che invitò il critico dietro le quinte. Tra i due si instaurò una forte amicizia, e nei due anni successivi Stoker e Irving si sarebbero incontrati regolarmente.

Nel frattempo, Stoker era divenuto ispettore nelle udienze per reati minori e si era fidanzato con Florence Balcombe, che in precedenza era stata corteggiata anche da Oscar Wilde. Poco prima del matrimonio, a Stoker giunse la notizia che Irving aveva assunto il controllo della sua compagnia teatrale, il Lyceum, ma non era soddisfatto del manager, per cui voleva sapere se il suo grande amico se la sentiva di assumere questo incarico. Naturalmente Stoker non se lo fece ripetere due volte e, nel 1879, si trasferì con la moglie a Londra.

 

Henry Irving

 

Se suo padre fosse vissuto abbastanza, certamente non avrebbe approvato, e anche sua madre non fu affatto contenta che il figlio avesse legato il suo futuro alle fortune di un attore. In quel periodo, gli attori non godevano di una buona reputazione. Inoltre, il fatto stesso che un attore possedesse la propria compagnia teatrale aveva insospettito i critici, i quali temevano che Irving, per primeggiare, ingaggiasse solo attori di talento inferiore al suo.

Intanto, i coniugi Stoker si erano sistemati in una casa nel quartiere di Chelsea, dove Florence diede alla luce il loro unico figlio, Noel. Il nuovo lavoro non lasciava a Stoker molto tempo per scrivere, ma circa un paio di anni dopo il trasferimento a Londra, una casa editrice  gli chiese il permesso di pubblicare una raccolta dei suoi racconti fantastici. L’antologia venne intitolata Under the Sunset e uscì nel 1881. I racconti che la compongono riflettono più o meno gli stessi temi: l’amore familiare, la divisione del mondo in buoni e cattivi, la punizione per i peccatori, il trionfo del bene e il misterioso legame tra vita e morte. La morale un po’ oppressiva che li pervade era comune a tutte le favole del XIX secolo. La raccolta ricevette critiche molto positive e solo la mancanza di tempo impedì a Stoker di continuare a scrivere.

Nel 1882, la compagnia di Irving partì per un lungo tour nel Nord America. L’attore riscosse un successo così enorme che il tour venne ripetuto una seconda volta, e la compagnia ripartì appena cinque mesi dopo essere tornata. Nei venti anni seguenti, Irving si sarebbe esibito nel Nord America con regolarità. Gli Stati Uniti colpirono molto Stoker, consapevole dell’ignoranza britannica di tutto ciò che era americano. Al ritorno in patria tenne perciò una conferenza al London Institute intitolata “A Glimpse of America”, che fu pubblicata l’anno seguente. Stoker ammirava quasi tutto degli Stati Uniti: la costituzione, il sistema educativo, le buone maniere, l’ospitalità, lo spirito pratico, il senso dell’umorismo, la tolleranza, perfino il coraggio dimostrato dai vigili del fuoco durante un incendio a cui egli ebbe modo di assistere.

Nel 1890 pubblicò il suo primo racconto romantico, “The Snake’s Pass”, che ricevette elogi anche da Tennyson e Gladstone. Nel frattempo, aveva iniziato a prendere appunti per un romanzo di vampiri, ma contemporaneamente scriveva anche diversi racconti o romanzi brevi, molti dei quali ispirati a Cruden Bay, una piccola e pittoresca baia situata tra Aberdeen e Peterhead, nel nord-est della Scozia. Stoker  la visitò per la prima volta nel 1893 e ne rimase letteralmente folgorato, tanto che negli anni seguenti vi si recò ogni estate.

Finalmente, nel giugno del 1897, venne pubblicato Dracula. Il romanzo venne accolto, tutto sommato, abbastanza positivamente dalla critica, anche se non mancarono quelli che lo vedevano semplicemente come una serie di eventi grotteschi e disgustosi.

Negli anni seguenti, Stoker non scrisse quasi  nulla, soprattutto a causa degli impegni sempre più pressanti con il Lyceum. Nel 1895 suo fratello William venne onorato col titolo di cavaliere, così come, qualche tempo dopo, lo stesso Henry Irving. Finalmente la professione di attore riceveva il giusto tributo, e negli anni seguenti avrebbero ricevuto questa onorificenza, tra gli altri, Laurence Olivier, John Gielgud, Richard Attenborough e Antonhy Hopkins.

Purtroppo, da quel momento iniziarono i guai per il Lyceum e lo stesso Irving. Infatti, dopo una caduta dalle scale che lo tenne lontano dalle scene per alcune settimane, nel 1898 andò a fuoco il magazzino del teatro, così che tutti gli scenari e il necessario della compagnia furono distrutti. Prima della fine dell’anno, Irving si ammalò di polmonite e pleurite. Senza ascoltare il consiglio di Stoker, l’amministrazione del Lyceum fu venduta a un sindacato, che poco dopo fallì. Il Lyceum riaprì come music hall e Irving decise di partire per un ultimo tour in Gran Bretagna e Nord America. Purtroppo il programma del tour non venne mai portato a termine, perché Irving morì nell’ottobre del 1905, a Bradford.

Stoker, ormai vicino ai cinquantotto anni, si ritrovava senza uno stipendio fisso. Aveva pubblicato altri due racconti, “The mystery of the sea” (1902) e “The Jewel of Seven Stars” (1903), ma subito dopo la morte di Irving ebbe un collasso, e cominciò a perdere la vista. Comunque, poiché aveva bisogno di soldi, riuscì a portare a termine altri due opere, sempre di genere fantastico: “The Lady of the Shroud” (1909) e “The Lair of the White Worm” (1911).

Morì il 20 aprile 1912, cinque giorni dopo il naufragio del Titanic. Nella generale commozione che seguì a questa tragedia, nessuno badò alla morte di un manager teatrale e scrittore part-time. Nel 1914, sua moglie realizzò una raccolta dei suoi più importanti racconti, dal titolo Dracula’s Guest and Other Weird Tales.

Anche se oggi il Conte Dracula è famoso in tutto il mondo, è curioso notare che molti ignorano il nome del suo creatore, e in molte enciclopedie manca addirittura la voce ‘Bram Stoker’.

 

Bibliografia:

C. Leatherdale, Dracula. The Novel and the Legend, Chippenham, Desert Island Books, 1993. 

 

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