Jakob Burckhardt
La Civiltà del Rinascimento in Italia
Newton, 1994

Recensione di Enrico Pantalone


Questo grande storico svizzero del XIX secolo portava con sé, nelle sue opere, una latente sfiducia del mondo contemporaneo che accusava spesso d'essere fragile e troppo ottimistico (i fatti gli diedero ragione successivamente) improntato com’era ad un’evoluzione del progresso troppo denso di certezze e mai di dubbi, così per contrappunto, egli scrisse questo saggio che proponeva la società italiana del rinascimento tra il XIII ed il XVI secolo come modello di sviluppo non solo economico, ma anche di spessore culturale e sociale.
Lo storico paragonava spesso l’Italia ad un meraviglioso fiore sbocciato in un deserto assolato e polveroso, oggi a noi ciò può senz’altro sembrare criticabile, magari esagerato, certo è che ciò che accadde nel nostro paese tra l’Umanesimo ed il Rinascimento fu unico nel panorama di vita culturale della storia occidentale ed ancora oggi mantiene intatta la sua forza e la sua maestosità intellettuale.
Il saggio evidenzia tutti gli avvenimenti compresi nel periodo citato in precedenza, analizzati con perizia, sicurezza e chiarezza espositiva ed è diviso in sei parti che andiamo a riassumere brevemente.
La prima parte tratta dell’istituzione governativa come opera d’arte, cioè comprende l’evoluzione dei vari stati della penisola a partire da Federico II portata a giudizio dell’autore ad un livello molto alto dal punto di vista socio-giuridico e diplomatico.
La seconda parte tratta dell’individualità espressa come modo di governare il quotidiano a qualsiasi livello che creava spesso una grande senso di cosmopolitismo nelle persone, abituate a muoversi come non mai in precedenza.
La terza parte, più umanistica che rinascimentale, parla del risveglio negli studi per le grandi civiltà del passato, quella romana e quella greca, la rilettura degli autori antichi, il latinismo come cultura prevaricante sulle altre e la grande forza delle Università come centri per lo sviluppo della conoscenza.
La quarta parte parla delle scoperte scientifiche, di quelle cosmografiche, di quelle antropologiche e sociali, d’una più profonda conoscenza sulle popolazioni e della vita di tutti i giorni.
La quinta parte parla della vita sociale tra le classi, dell’uso della lingua, della condizione della donna, della vita a corte e di quella entro le mura famigliari, delle feste con i loro rituali spirituali e profani.
La sesta parte tratta la religione e la morale, analizzando complessivamente tutte le problematiche d’una società in continua evoluzione fino alla confusione del tramonto rinascimentale, periodo in cui crolla la fede di sapore antico e si rimettono in gioco molte delle superstizioni precedenti.

 

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