Cleopatra: l’ultima regina d’Egitto

di Giampiero Lovelli

 

Cleopatra, il cui nome tradotto dal greco vuol dire «gloria del padre», fu l’ultima regina d’Egitto. È sicuramente una delle celebrità dell’antichità. Lo prova il fatto che numerosi poeti, scrittori ed artisti hanno sottolineato nel corso dei secoli la sua bellezza ed il suo fascino. Non meno numerosi sono i film che si sono occupati di lei. Fra i tanti merita di essere ricordato il famoso «Cleopatra» del 1963. Elizabeth Taylor ricopriva il ruolo di Cleopatra, Rex Harrison quello di Cesare e Richard Burton interpretava Antonio.

È opportuno non dimenticare che Alessandro Magno, sconfiggendo i Persiani ed in particolare Dario III ad Isso nel 333 a.C., restituì l’indipendenza all’Egitto, oramai divenuto provincia del vasto impero Persiano. Divenne faraone e fondò una nuova città, Alessandria d’Egitto, che ben presto divenne famosa per i suoi commerci, la sua cultura (si pensi alla celebre Biblioteca) ed il suo Faro (ritenuto una delle sette meraviglie del mondo antico). Con la morte di Alessandro i suoi generali si spartirono l’impero Macedone e Tolomeo ottenne l’Egitto. I suoi successori, i Tolomei, governarono l’Egitto dal 304 al 30 a.C. Questi sovrani sapevano bene di quale autorità godevano i sacerdoti dei templi presso il popolo e pertanto stabilirono che essi potessero mantenere per sé le rendite dei templi ed ottennero numerosi finanziamenti per la realizzazione di nuovi santuari come Dendera, File, Kom Ombo, ecc.

Cleopatra venne alla luce nel 69 a.C. e suo padre poteva governare l’Egitto solo grazie al beneplacito di Roma, che si occupava di questa splendida terra solo per la sua ricchezza e per essere il granaio dell’Impero. Ad Alessandria d’Egitto era presente una guarnigione ed i nobili romani vi avevano investito ingenti somme di danaro. Cleopatra aveva un carattere determinato e forte, non amava ricevere consigli ed era molto brava ad imporsi sugli altri. Sicuramente il suo punto forte era il fascino più che la bellezza, che non doveva essere eccezionale. Differenziandosi dagli altri Tolomei, amava moltissimo l’Egitto, conosceva la sua lingua e la sua religione. Era solita disquisire con filosofi, medici, storici e astrologi, i quali le profetizzarono che sarebbe divenuta regina d’Egitto e dell’Oriente. Diversi storici sostengono che Cleopatra cercò di utilizzare Roma per i suoi scopi (divenire sovrana e dare nuovo lustro all’Egitto oramai in decadenza). All’età di diciassette anni era sul trono insieme al tredicenne fratello Tolomeo, guidato dal greco Potino, che non stimava affatto Cleopatra. Il greco costrinse la regina, grazie ad un complotto, ad abbandonare Alessandria e fuggire nell’Alto Egitto e successivamente in Siria. A quel punto, nel 48 a.C., unico re dell’Egitto era suo fratello Tolomeo e sembravano svanire i suoi desideri di grandezza. La situazione mutò quando Cesare giunse ad Alessandria. Con grande meraviglia scoprì che nella città si utilizzavano diverse lingue, le vie erano affollate ad ogni ora del giorno, il commercio fiorente. Visitò la famosa biblioteca ed il tempio di Serapide. Comprese che il paese, producendo grano in enormi quantità, avrebbe potuto sfamare la popolazione di Roma. Cesare volle incontrare sia Tolomeo che Cleopatra. Venne colpito da questa ragazza affascinante, buona conversatrice e che parlava diverse lingue, fra cui il greco e l’egizio. Il generale conservava le ultime volontà di Tolomeo Aulete (padre di Cleopatra) e per questo stabilì che fratello e sorella avrebbero dovuto sposarsi e governare insieme. Cleopatra non poteva che essere contenta. Dopo pericoli di ogni genere sembrava che la fortuna fosse dalla sua parte. Ma il greco Potino istigò la popolazione contro Cleopatra, che riuscì a catturarlo e ad ucciderlo. Ad Alessandria in quel momento erano presenti due fazioni: la prima favorevole a Cesare e desiderosa di pace, la seconda a favore di Tolomeo e di un Egitto veramente libero. Ovviamente Cesare, senza strafare, annientò l’esercito di Tolomeo, che perse la vita nel marzo del 47 a.C., annegando. Cleopatra era al colmo della felicità e raggiunse lo scopo di divenire l’amante del condottiero romano, facendogli scoprire l’Alto Egitto, dove la regina partecipò a numerose cerimonie religiose. Nell’estate del 47 a.C. partorì Tolomeo Cesare, che venne soprannominato con disprezzo Cesarione dalla gente di Alessandria. La sovrana era assolutamente certa che il figlio un giorno sarebbe stato il successore di Cesare e che l’Egitto avrebbe avuto una posizione di preminenza nell’impero Romano. Cleopatra, nell’autunno del 46 a.C., raggiunse Cesare a Roma, dove soggiornò fino al brutale assassinio del condottiero, avvenuto il 15 marzo del 44 a.C. Il popolo romano non l’amò mai, le nobildonne romane la ritenevano una prostituta e per di più Cicerone affermava che Cleopatra fosse una donna volubile, superficiale e frivola. Inoltre si mormorava che Cesare volesse fare di Alessandria la nuova capitale dell’impero! L’irreparabile accadde quando Cesare venne pugnalato ed ucciso. La regina fu obbligata dagli eventi ad abbandonare Roma in tutta fretta, anche perché il testamento di Cesare stabiliva come successore del dittatore Ottaviano e non Cesarione. Cleopatra ritornò in Egitto e comprese subito che la situazione economica non era delle migliori. Troppe tasse e una diffusa carestia. La sovrana, immediatamente, volle un sistema fiscale più equo, riuscendo ad abbassare le sperequazioni. Tutto ciò le guadagnò il consenso della popolazione. Intanto Ottaviano ed Antonio si divisero l’impero. Antonio ebbe l’Oriente. Era un ottimo comandante, che non amava la politica. Gli piacevano il lusso e le donne. La regina capì che era necessario fare atto di sottomissione e con la sua nave si presentò a Tarso, dove si era stabilito Antonio, vestita da Afrodite ed attorniata da danzatrici e musicisti che diedero vita ad un clima di festa. Antonio sulla quarantina si innamorò di Cleopatra, che ne aveva ventotto. Il comandante fu molto colpito dal fascino, dalla cultura e dalle idee della sovrana e la volle con se nell’inverno del 41-40 a.C. Il primo favore che chiese ad Antonio fu la uccisione della sorella Arsinoe. Una volta eliminata, non vi era più nessuno che potesse annullare o mettere in dubbio i suoi progetti politici. Alla regina d’Egitto, però, l’amore non le era sufficiente. Desiderava che l’Egitto controllasse e dominasse l’Oriente. Decise che era venuto il tempo di cancellare i privilegi dei templi, pagare i prestiti contratti con Roma e rivedere il sistema monetario. Bisogna riconoscere che la sovrana intraprese una politica economica efficace, che rafforzò l’Egitto.

Intanto cresceva la tensione, nell’anno 40 a.C., tra Antonio ed Ottaviano. Ci fu una trattativa e venne ribadito che Antonio conservava l’Oriente ed Ottaviano l’Occidente. Per dare forza a tale accordo Antonio sposò la sorellastra di Ottaviano, Ottavia. Andarono a vivere ad Atene. Ottavia si caratterizzava per essere carina, intelligente e forse un po’ troppo fine per il marito. Però Antonio non seppe fare a meno di Cleopatra e ritenendosi un sovrano ellenistico pensò che avesse diritto a due spose. La sposò ed ebbe un figlio da lei nel 36 a.C.; la regina abilmente ottenne da Antonio Cipro, la Cilicia e la Fenicia. L’Egitto controllava una serie di stati ellenistici, dopo secoli di decadenza.

L’opinione pubblica romana riteneva la sovrana colpevole di aver ammaliato il condottiero (Antonio), dedito oramai alle dissolutezze. Al contrario non dubitava che Ottaviano rappresentasse il vero romano, operoso e pio. Ottavia fece di tutto per evitare la guerra fra i due. Si recò ad Atene, dove restò in attesa di Antonio con denaro e soldati. A questo punto lui non poteva esimersi dalla scelta tra la donna romana e quella egiziana. Cleopatra comprese di essere in pericolo e si ammalò. Antonio non se la sentì di abbandonarla ed Ottavia fece ritorno a Roma sola, ferita e molto delusa dal consorte. Ancora una volta l’opinione pubblica romana fu molto severa con Antonio. Oramai la guerra fra Ottaviano ed Antonio sembrava non più differibile. La coppia reale comprese che era necessario prepararsi alla battaglia. La marina della regina era formata da duecento navi. Cleopatra volle costruirne altre, fino ad arrivare ad ottocento. Era presente nei cantieri così come nelle caserme. Sapeva benissimo di giocarsi il futuro del suo paese ed un avvenire grandioso in caso di vittoria. Non hanno mai compresero gli storici perché Antonio, pur essendo più forte, non si decidesse ad attaccare Roma. Intanto Ottaviano si impossessò di un documento redatto da Antonio, presente nel tempio delle Vestali e che fece conoscere al popolo romano, nel quale cedeva i territori romani della parte orientale dell’impero a Cleopatra. Inoltre nello stesso documento affermava di desiderare di voler essere cremato, alla sua morte, ad Alessandria! Oramai non vi erano più dubbi. Antonio era considerato dai Romani un traditore ed un pazzo. Roma volle dichiarare guerra a Cleopatra e non ad Antonio. A questo punto gli storici si pongono una serie di domande, a cui è difficile rispondere. Prima di tutto perché Antonio volle combattere per mare? È opportuno ricordare che Antonio non aveva mai guerreggiato per mare e certamente non sapeva quali strategie si dovessero adottare. Perché ad Azio? Il clima era pessimo, difficoltoso l’approvvigionamento e pertanto il cibo scarseggiava. Cleopatra non sopportando questa situazione, che appariva senza uscita, forzò Antonio a dare battaglia per mare. Il condottiero sostituì numerosi marinai con i suoi legionari. Il 2 settembre del 31 a.C. le navi di Antonio, seguite da quelle di Cleopatra, si allontanarono dalla costa. Ma le loro navi erano pesanti, con difficoltà si schieravano e si manovravano. In poco tempo le più piccole galere di Ottaviano attaccarono, immobilizzarono e speronarono le navi comandate da Antonio. In quella circostanza avrebbero dovuto entrare in azione i marinai egiziani, ma con grande meraviglia Antonio notò che le navi egiziane si allontanavano dal luogo dello scontro (molto probabilmente la sovrana riteneva certa la vittoria del consorte). Il generale romano abbandonò il suo esercito, consegnandolo praticamente nelle mani del nemico, pur di non distaccarsi dalla regina egizia. La coppia reale giunse ad Alessandria, dove ben presto si venne a sapere che la flotta e l’esercito di Antonio erano in ritirata e braccati da Ottaviano. Cleopatra era indecisa se fuggire in Spagna o in Arabia oppure resistere fino alla fine. Intanto la flotta di Ottaviano giunse nel porto di Alessandria il I agosto del 30 a.C. Antonio avrebbe voluto combattere l’invasore, ma venne abbandonato da tutti. Quindi si uccise con una spada, mentre Ottaviano catturava la sovrana (aveva 39 anni e il suo fascino era intatto), che cercò di sedurre il vincitore. Ma Ottaviano, uomo di grande ambizione, non era disposto a mettere in pericolo la vittoria totale che stava conseguendo sulla regina. Però, con un colpo di scena, Cleopatra non permise che Ottaviano la conducesse a Roma come schiava. Racconta la tradizione, la quale appare veritiera, che la regina volle un cesto di frutta, nel quale era celato un aspide. La serpe morse al seno la sovrana, che poté morire dignitosamente il 29 agosto del 30 a.C. Scrisse una lettera ad Ottaviano in cui implorava di riposare per sempre vicino ad Antonio.

Sono trascorsi più di duemila anni dalla sua morte, eppure la sua personalità ha ancora una fortissima capacità di attrazione. Forse molto di più dei faraoni di maggiore importanza sa rappresentare il meraviglioso e misterioso fascino dell’antico Egitto.

 

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BIBLIOGRAFIA

J. BRAMBACH, Cleopatra, Mondadori, Milano 1997;

E. BRESCIANI, L’Antico Egitto, De Agostini, Novara 1998;

N. GRIMAL, Storia dell’Antico Egitto, Laterza, Bari 2007;
T. WILKINSON, L’Antico Egitto. Storia di un impero millenario, Einaudi, Torino 2012;