Pierre Grimal
L’Empire Romain
1993, Editions de Fallois

Recensione di Enrico Pantalone


Pierre Grimal, certamente uno dei più insigni studiosi sull’antichità romana d’oltralpe, Accademico di Belle Arti ed emerito docente alla Sorbona, ha redatto questo interessante saggio sull’istituzione imperiale, sulle sue finalità, ma ancor più sull’estensione della civilizzazione apportata dalla società da essa rappresentata.
Il lavoro si muove inizialmente nella prospettiva giuridica imperiale passando tra le guerre civili che hanno insanguinato Roma nell’ultimo secolo di vita repubblicana, tra ricerca di potere personale e collettivo fino alla completa divinizzazione del principe, massima carica dello Stato.
Si passa così da guerre fratricide alla ricerca ed all’ottenimento della pace attraverso la presa di potere di Ottaviano che determinerà il cambiamento epocale nell’istituzione primaria dello Stato, dando vita di fatto a dinastie che s’alterneranno nella politica di fondo della società che essi rappresentano, così da “esportare” la civiltà romana oltre i limiti del possibile.
Non a caso Grimal, mette in evidenza come il primo secolo principesco sia un secolo molto fecondo per la cultura, un secolo di poeti, di filosofi, d’artisti, di retori, d’architetti, d’ideologi e di personaggi che si caratterizzano per ampliare il bacino della conoscenza a più gente possibile (come Mecenate per esempio) pagando di tasca propria.
La vita politico-sociale si modifica sensibilmente con la dinastia successiva a quella di Ottaviano e dei giulio-claudi: quella dei flavi che consolida le frontiere ed amplia la base culturale della popolazione che vive nel territorio ammesso all’Impero.
Poi l’avvio del tramonto con i secoli dei disordini che minano le basi istituzionali a cui tentano di porre rimedio Diocleziano e Costantino che per riuscire devono forzare un nuovo modello di Stato ed un nuovo modo di concepire la politica almeno ad oriente, mentre malinconicamente l’occidente viene debellato completamente dai barbari germanici.
Dunque per Grimal, l’Impero romano è un complesso scenario di modernizzazioni che però cercano di conciliare la vita sociale, la forza e la legge che necessariamente si rifanno all’antichità ed in questo caso la potenza finanziaria ha meno importanza d’un tempo, perché non è strettamente necessaria per governare, si crea la corte che s’impegna a trovare finanziatori abili al servizio del principe.

 

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