Gli archivisti di Entemena: la culla della storiografia

 

Parlando di Sumeri dobbiamo ricordare almeno doverosamente coloro i quali riuscirono con enorme sforzo a far sì che le gesta e la vita quotidiana del tempo (e parliamo di circa 25/30 secoli fa) fosse tramandata ai posteri.

Parlo ovviamente dei primi storiografi, armati di coraggio e pazienza, senza molti mezzi a disposizione, scrissero annali che oggi danno la misura del succedersi degli avvenimenti in quelle terra che a ragione sono ritenute il fondamento della civiltà umana come oggi la conosciamo.

Possiamo trovare il susseguirsi degli avvenimenti politici, specialmente riguardanti i regni di

Ur-Nanshe o Urukagina oltre a quelli “più facili” di Lagash.

Alcuni tra questi primi storici erano i cosiddetti archivisti di Entemena, che pur ovviamente peccando d’obiettività (questo a mio giudizio è un particolare insignificante di fronte all’importanza della fonte) fornivano dati interessanti come ad esempio quello della ripartizione del territorio di alcune “città/stato” oppure la messa in opera di una nuova frontiera a seguito di una guerra vinta (normalmente) o persa (quasi mai).

Intendiamoci, la storia (se di storia possiamo parlare) narrata da questi personaggi è assolutamente incoerente e non metodica, imbarazzante per lunghi tratti, ma ci aiuta a capire i fondamenti ed i capisaldi dell’organizzazione socio-economico-militare, lasciandoci poi il compito di tradurli in termini più strettamente collegati al nostro modo di vedere il mondo d’allora.

 

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