Guido Clemente

Guida alla Storia Romana

Arnoldo Mondadori Editore, 1977/2008

 

Recensione di Enrico Pantalone

 

Devo ammettere come appassionato di storia d’avere un debole per Guido Clemente soprattutto quando dirigeva la rivista Storia e Dossier della Giunti, a mio giudizio la più bella, ricca ed interessante dedicata alla ricerca storica nel panorama italiano dal dopoguerra ad oggi che chiuse i battenti dopo sedici anni di “battaglie” per conquistare un pubblico diverso da quello degli abitudinari accademici estremamente elitario.

La sua Guida alla Storia Romana è certamente uno dei testi migliori per chiunque voglia approcciarsi con interesse alla materia ed indubbiamente non spetta al sottoscritto elogiare oltre misura ciò che ha dato modo di formare tanti studenti prima ed appassionati poi in maniera sobria e ricca.

Perché il bello di questo testo, comunque accademico, è la semplicità dei dettami con cui esso pone le questioni storiche e le rende di facile comprensione a tutti, la costruzione della civiltà abbraccia il periodo che va dalle origini delle popolazioni italiche a Giustiniano, un lungo cammino quindi che attraversa ed analizza la vita economica, sociale, istituzionale, religiosa e militare del nostro territorio, ed oltre ovviamente.

Decisamente importanti ed interessanti sono i tre capitoli che introducono la fine della repubblica e l’inizio del principato, l’analisi di quella che Clemente definisce l’Età della Rivoluzione dai Gracchi a Mario e Silla fino a Giulio Cesare fino alla Soluzione Imperiale, un compromesso istituzionale necessario per dare nuovo vigore alla civiltà latina.

Il testo si chiude con i capitoli dedicati al passaggio nel tardo antico con tutte le caratteristiche che questo periodo ha delineato, partendo dall’opera di costruzione istituzionale preparata Diocleziano e Costantino e codificata successivamente da Teodosio e Giustiniano.     

 

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