In ogni Tempo, in ogni Luogo  di Stella Romanelli

 

 

 

Tutto ciò che fa parte della guerra è trasportato dal vento.

Urla, odori e voci sommesse.

Stringo forte, la pelle di montone sulle mie spalle, forse...dovrei accettare la realtà delle cose, accettare che gli uomini vadano in guerra e che noi donne si stia qui nel campo, ad aspettare. Aspettare una notizia, a sanare le ferite, a preparare il necessario per la sopravvivenza.

Essere nata come figlia di Sparta vuol dire accettare e lottare, ma tutto questo non mi appartiene, almeno non per il sangue versato e le lame consumate.

Urla forte il vento questa notte ed Aris si è appena addormentato.

Una brutta ferita al braccio destro gli impedirà di combattere domani ed io più che medicare non ho potuto fare.

Forti le stelle pulsano nel cielo e mentre i soldati riposano nel campo, le guardie si alternano per sicurezza.

Il nero pungente della notte mi strattona, mi spinge verso il riposo, mentre lo spirito ribelle mi spinge verso il fuoco.

Al centro dell'accampamento, forte e fiero come un leone, il fuoco divampa e ruggisce forte e rassicurante, con la sua luce, con il suo calore.

Sento tiepido questo calore che mi avvampa sul viso, prima leggero, poi sempre più forte.

E' un segno nella notte che mi fa decidere di saltare.

Lui danza maestoso ed io vedo un'aquila di luce che volteggia fra le stelle.

E' il segno.

Vuole che la segua, ed io, non ho paura, non ne ho mai avuta nella mia vita di niente e di nessuno, solo della morte, ma adesso sfido pure lei.

Mi avvicino e salto nel fuoco, le urla di una guardia mi arrivano lontane, crederà che sono preda della follia per voler bruciare viva, ma io so che non succederà.

Lo stesso cielo freddo e pungente mi accoglie, oltre il mio fuoco spartano, solo i volti sono cambiati.

Un gruppo di donne e uomini increduli mi vede uscire dal fuoco. Cammino sopra una piccola strada fatta di carboni ardenti, stesa al lato del fuoco.  sento freddo sotto i miei piedi, tutto il gelo che avevo nella mia anima viene risucchiato da questo fuoco che purifica.

Il gelo della morte che troppo ho visto negli accampamenti, vicino ai campi di battaglia.

Una ragazza con i capelli rossi mi si avvicina.

-Quello che abbiamo appena visto è portentoso, tutti noi ti abbiamo vista, uscire letteralmente dal fuoco. Stai bene ? Chi sei ? Io mi chiamo Barbara e tu ?

Mi giro e vedo un ventina di persone intorno a me, vestite con abiti strani, mi sembrano dei tessuti leggeri, ma evidentemente tengono caldo, perchè non mi sembrano infreddoliti.

Rispondo alla ragazza ed a tutti gli altri lì vicino, sono curiosa di sapere dove sono e che cosa stanno facendo, donne e uomini di notte, senza armi vicino al fuoco a piedi nudi !

Sì hanno i piedi nudi, con questo freddo ?

-Ti porto il mio saluto, io mi chiamo Elena ed ero in un accampamento, vicino ad un campo di battaglia. Dove siamo e perchè siete a piedi nudi ?

Mentre parliamo si sono tutto seduti per terra ed io ho fatto lo stesso, qualcuno mi ha portato una tazza di latte caldo,che accetto molto volentieri.

-Barbara: Siamo vicino alla città di Rodi in Grecia e noi stiamo facendo la camminata sul Fuoco, è un rito antico e purificatore.-

Mentre Barbara parla vedo al suo polso uno strano bracciale che fa un rumorino fastidioso. Mi guardo in giro e vedo grassi carri di ferro, tutti vicino a questo luogo.

Più che spaventata sono incuriosita da ciò che sto vivendo, anche se so che è un sogno, di sicuro mi sarò addormentata vicino al fuoco e sto sognando, di un altro luogo e forse, di un altro tempo.

-Quale anno corre, nel vostro calendario, sorella ?-

Barbara è evidentemente un spaesata dalla mia domanda, come le altre persone che mi guardano incuriosite.

-Barbara: siamo nell'anno 2009 dopo Cristo, come hai fatto ad arrivare qui ? -

-In che anno ???-

Sentendo la risposta comincio a comprendere la stranezza degli oggetti intorno a me.

Il futuro, perchè sono saltata nel futuro ? Forse volendo sapere se ci sarà mai la pace, l'aquila di Luce, messaggera degli dei,mi ha dato la possibilità si sapere qualcosa.

Comincio a fare molte domande a Barbara e alle altre persone intono a me.

Mi alzo e con uno di questi carri pesanti mi portano nella dormiente città di Rodi.

E' tutto così cambiato ma allo stesso tempo uguale, siamo nella casa di Barbara che si affaccia sul mare, sono tutti molto gentili con me e si parla di mille cose.

Le chiedo se la guerra c'è ancora nel mondo, è davvero meno ma è ancora presente, dei recenti tumulti fra gli studenti Greci e la polizia.

Ascolto in silenzio.

Ascolto attentamente tutti i loro discorsi, sugli eventi nel mondo, sulle scoperte scientifiche, sull'arte e sull'oggetto tanto strano che mi piace tanto: è un orologio cronografo.

Sento un raggio dell'alba che mi accarezza un braccio e l'aquila di Luce, vola in cielo.

Per me è ora di tornare, torniamo al campo fuori città, dove fortunatamente il fuoco è ancora acceso, curato da un ragazzo rimasto.

In tutto questo tragitto, sul carro pesante e camminando verso il fuoco, rifletto sul fatto che certe cose non sono cambiate.

Le persone continuano a mangiare, a fare l'amore, a crescere i figli e si fanno battaglia in altri modi.

Barbara mi ha spiegato i conflitti con le persone con cui lavora e i vicini di casa.

Alzo lo sguardo, fiduciosa che un moderno rito, figlio di antiche tradizioni mi ha attirato qui e potrò quindi anche tornare al tempo che mi appartiene al luogo cui appartengo, alle persone che vivono accanto a me.

Non sono importanti le cerimonie e le prove d’illuminazione, parola che ha usato questa gente e che non conoscevo.

Io conosco la lealtà, la correttezza, il cuore e la passione, non ho bisogno di dimostrare niente a nessuno, il fuoco, il cammino, non è una sfida ma un volo nel cuore dell'infinito.

Ho visto molta competizione anche fra loro, seduti davanti al fuoco che camminavano per sentirsi più vicino a un Dio, in cui forse non credono davvero.

Però....sono stati molto gentili e disponibili, non si sono spaventati e adesso mi lasciano andare, onorati da questa esperienza.

C'è stato uno scambio stanotte, fra due epoche, due mondi e poi....io gli ho lasciato una moneta ed una collanina, loro, l'orologio cronografo.

Un battito d'ali sull'ultimo spiraglio della notte, e il fuoco e l'aquila mi riportano a casa.

Atterro con la faccia per terra, ben mi sta per aver giudicato chi mi ha accolto.

Mi sollevo e pulendo la terra dal vestito, le urla della guardia mi spingono lontano dal fuoco.

Non ricorda il mio salto, ma istintivamente mi dice di allontanarmi.

Ed io torno alla tenda, guardo Aris che si sta svegliando.

-Aris : questa mattina sto meglio, e tu ? Sei rimasta qui tutta la notte ?–

Sorrido, discretamente, se sapesse.....

-Sì, sono andata solamente un po’ fuori vicino al fuoco.

Sai credo che arriverà un tempo in cui non ci saranno più guerre.

Ci vorrà molto, saranno sempre meno cruente e forse si comprenderà che non è prendendo ad altri che diamo a noi stessi.-

Aris sorride.

-Aris : le donne.....ma che ne volete sapere voi di queste cose .-

Non rispondo, non capirebbe adesso, ma domani......è un'altro tempo!

 

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