La Sfinge di Giza e il Museo archeologico di Menfi (quarta parte de ‘L’Antica Civiltà Egizia’)-a cura di Marisa Uberti

Proseguiamo il nostro viaggio,dopo esserci un poco addentrati nei meandri semisconosciuti della Preistoria Egizia,delle Grandi Costruzioni della Piana di Giza e della Cosmogonia,alla base della Religione del Popolo del Nilo.In questo nuovo appuntamento ci soffermeremo ancora  sulla Piana e poi ci trasferiremo in un altro luogo di cui ancora si sa poco, Menfi.

Uno dei monumenti più enigmatici di tutto l’Egitto è la Sfinge di Giza. Esistono molte sfingi in terra egiziana ma questa è certamente la più nota e considerata il simbolo del Paese in tutto il mondo,insieme alle piramidi.

                                              

La 'Guardiana di Giza' ha volto umano su un corpo leonino ma restano da chiarire alcuni punti oscuri che la riguardano:cosa o chi rappresenta?Perché è stata eretta? E’proporzionata o no?

1)- La statua fu scolpita direttamente nella viva roccia dell’altopiano roccioso di Giza,ufficialmente tra il 2520 e il 2494 a.C.. Ha un’altezza di 21 metri e una lunghezza di 73 metri all’incirca.Solo il volto è alto cinque metri e il moncone del naso circa due. Davvero imponente ritrovarsi al suo cospetto! Non stupisce,dunque,che in ogni epoca abbia suscitato sia ammirazione che curiosità, soggezione e timore. Erodoto ci ha tramandato che vi sarebbe un tempio rupestre sotto di essa, collegato con un lungo cunicolo ad un lago e ad un’isola su cui vi sarebbe un sarcofago,situati nelle viscere della Grande Piramide di Keope. Pensate se un giorno si scoprisse che tutto questo è vero? Per ora, però, dobbiamo basarci soltanto su impressioni e congetturare ipotesi circa il motivo della sua esistenza. Anzitutto,chi sarebbe la Sfinge? Non ha alcun riferimento certo che la colleghi al faraone Kefren,alle cui fattezze viene invece attribuita. L'attribuzione ufficiale della Sfinge al faraone Kefren (di cui sarebbe la rappresentazione divinizzata)si basa su un'iscrizione trovata su una stele posta tra le zampe anteriori della statua, che il faraone Thutmosi IV(della XVIII dinastia) aveva fatto apporre in ringraziamento(aveva visto in sogno la Sfinge,come Harmakis,cioè il ‘Sole all’orizzonte’che gli chiedeva di liberarla dalle sabbie che la attanagliavano,in cambio,sarebbe divenuto Faraone). A quel tempo,la statua era semisommersa dalle sabbie e sappiamo che Thot-Mosis IV la restaurò;le appose anche una ‘barba posticcia’, che oggi si troverebbe al Museo del Cairo. Ma la stele in cui è descritto questo, è molto lesionata e si legge soltanto il geroglifico 'khaf'(khafre,viene inteso ovvero Khefren) e nemmeno nel cartiglio. Nella ‘Stele del sogno’, sono rappresentate due Sfingi,una che  guarda ad Est, l'altra ad Ovest. C’erano dunque due sfingi sulla Piana di Giza? Il professor Zahi Hawass, Direttore di tutte le Antichità Egiziane,interpellato in proposito,ha asserito che sono stati condotti scavi senza trovare nulla,dalla parte opposta a quella della attuale Sfinge. Secondo lui, nella stele del sogno, la doppia Sfinge rappresenterebbe  la ‘dualità’ .Hawass si dichiara certo che il volto della Sfinge mostri il faraone Chefren, che secondo l’egittologia ufficiale è il costruttore della Seconda piramide; Chefren/ Sfinge porgerebbe  un'offerta con le sue due zampe al dio Sole, che si leva e tramonta dal tempio della Sfinge. Quindi esiste un collegamento tra la Sfinge e Horus come divinità, dio Sole che sorge e tramonta da quel tempio.

Pare che Auguste Mariette, nell' ‘800, scoprì un'altra stele di piccole dimensioni che narrava le imprese compiute da Kefren e tra di esse viene citata la scoperta di un tempio di Horus in vicinanza della Sfinge. Se questo fosse vero,e documentata la piccola stele,come si spiegherebbe che al tempo del faraone Chefren la Sfinge fosse già stata in situ? Evidentemente,in questo caso, non sarebbe da attribuire a lui…Da parte accademica,la stele ritrovata da Mariette e nota come ‘Stele dell’Inventario’ è un falso storico. Ciò che è accertato invece è che la statua venne restaurata anche in periodo Tolemaico,con blocchi di pietra e i Romani la liberarono ancora dalle sabbie che costantemente la ricoprivano,e posero un altare dinanzi all’enorme monumento. I Mammalucchi la presero a cannonate,deturpandole il naso.Ha subito altri restauri, in tempi recenti, che hanno in realtà talvolta creato più danno che beneficio, appesantendola. Oggi è sotto i riflettori di tutto il mondo e adeguatamente monitorata.

2) Seguendo la tesi secondo cui non rappresenterebbe il faraone Kefren, molti ricercatori hanno visto delle sproporzioni nei rapporti antropometrici tra corpo e testa della Guardiana di pietra. Forse la testa, dicono, fu fatta in un secondo tempo –magari al tempo di Chefren - dandole i suoi lineamenti,ma il resto sarebbe di gran lunga più antico. In questo caso,l’ufficiale ‘proprietario’ diverrebbe un ‘restauratore’del monumento,non colui che l’ha fatto erigere.

3)-Scalpore ha suscitato nella comunità scientifica e non, la questione della datazione, ribaltata completamente dall’egittologo indipendente e scrittore Antony West , che la retrodata di molti millenni niente meno. Tracce della presunta retrodatazione del complesso di Giza viene dalle analisi geologiche sulle parti erose della Sfinge,eseguire da un membro della comunità scientifica, il geologo Schoch. Egli arrivò ad affermare che le tracce di erosione sul corpo dell’enorme statua,sono imputabili a grandi cadute di acqua,a grandi piogge o diluvi,e questi non si verificano in Egitto almeno da 8.000/10.000 anni;tuttavia lo studioso si mantenne sempre cauto indicando una possibile datazione non più lontana di 7.000 anni. Non sarebbe acqua salita per capillarità dal suolo, ma ricevuta dall’alto, in poche parole. Ipotesi scartata dalla scienza accademica. James Harrell, geologo dell' Università di Toledo (Ohio), cercò di trovare un compromesso tra due tesi opposte ma forse ugualmente valide.Forse realmente l’acqua piovana ha prodotto quegli effetti erosivi sul corpo della Sfinge ma indirettamente. Come? In poche parole,non essendo questo un trattato sull’argomento,potremmo dire che la teoria proposta da Harrell è basata sul fatto che la sabbia satura di umidità che sempre a ha ricoperto la Sfinge(che è di roccia calcarea)  nel corso dei millenni, potrebbe aver lasciato quei segni di deterioramento(fenomeni di espansione di argilla,precipitazione di sali…). Non accadrebbe sulle altre costruzioni della piana di Giza perché situate in posizione più elevata,protette dalle inondazioni del Nilo ad esempio.La Sfinge,trovandosi in un punto più a valle,in una sorta di ‘recinto’,è più esposta ed è possibile che dopo una pioggia notevole o un’inondazione(unita alla condensa notturna,dice Harrell), la sabbia sia rimasta per mesi bagnata in profondità. In aggiunta,l’acqua piovana proveniente dai siti a monte della Sfinge(Piramidi come collettori antichi?) si convoglierebbe nel ‘recinto’ della statua stessa. Questo,molto in sintesi,il concetto. L’ipotesi di Shoch non ha mai comunque ricevuto complete confutazioni.

4)-Sono inoltre noti a tutti gli studi di R.Bauval, il quale –insieme a G.Hancok- ha creduto di trovare una correlazione celeste tra le piramidi di Giza (raffigurazione terrestre delle tre stelle della cintura di Orione) e la Sfinge.La Sfinge avrebbe infatti la forma della costellazione del Leone che, 12 mila anni fa, era visibile sull'orizzonte a Est. La Sfinge potrebbe dunque essere una sorta di orologio millenario, le cui lancette indicano proprio l'anno 10.500 a.C.? L’ipotesi che gli antichi abbiano voluto riprodurre in Terra ciò che vedevano in cielo,e fissare determinati momenti astronomici legati a speciali eventi(Equinozi,Solstizi,Levata Eliaca di alcune stelle…) attraverso l’arte di cui disponevano (dai petroglifi ai megaliti fino a tempi meno remoti) non è improponibile,anzi l’archeoastronomia sta lavorando in tal senso(non solo per quanto concerne l’Antico Egitto). Ufficialmente,però,l’ipotesi di Bauval ed Hancock non ha ricevuto conferme scientifiche.

5)- Come le piramidi hanno un tempio a monte e un tempio a valle, anche la Sfinge ha il suo tempio,in cui si dovevano celebrare le cerimonie.Stando ad alcuni ricercatori, il tempio della Sfinge presenta la stessa erosione su vari blocchi di pietra ed esso si differenzia totalmente dai templi della IV dinastia e da quelli che seguirono: è simmetrico al centro,cioè secondo l'asse verticale e quello longitudinale passante per il centro e non presenta mura solide come il tempio di Kefren (situato vicino). Sembrerebbe più vicino alle strutture delle mastabe delle prime dinastie che a quelle successive. E' sicuramente più antico di quello di Chefren,che invece si sviluppa simmetrico lungo l'asse verticale che parte dall'ingresso e i 'locali'sono "scavati " nel corpo massiccio della costruzione? Eppure sia la Sfinge con il suo tempio,che la Piramide di Kefren e il suo complesso funerario, dovrebbero appartenere alla medesima epoca…

6)- E' stato anche osservato da tempo che, oltre che sulla Sfinge, tracce di erosione praticamente identiche a quelle che essa presenta, sono rintracciabili nell'OSIREION, ad Abydos,un edificio megalitico 'singolare',dove veniva venerato il dio OSIRIDE(che si pensa avesse proprio lì la sua tomba) che si differenzia dagli altri,presenti sul suolo Egiziano. Esso è stato attribuito al faraone SETHI II (XIX dinastia) ma il tempio che quest'ultimo fece costruire accanto, è molto diverso, architettonicamente. Tra l'altro,nell'Osireion sono riscontrabili 'particolari',nella lavorazione del granito di cui è composto,paragonabili a quelli presenti in Sudamerica, come si vede chiaramente dall'immagine.

il primo in alto a sinistra è presente a Ollantaytambo(Perù)e quello sotto a Cuzco(Perù):si notino le identiche 'anomalie'nei blocchi dell'Osireion(Egitto),a destra.

Possiamo trovarci di fronte a ‘coincidenze’,naturalmente,ma nulla  vieta di interrogarci per cercare di capire meglio il nostro lontano passato.

7)- L'ingegnere C.Dunn ha osservato,in analisi condotte in anni recenti, che molte porte (stipiti)del tempio della Valle nei pressi della Sfinge mostrano trapanazioni tubolari. Cosa significa questo? In poche parole, spiega l’esperto, “gli Egiziani avrebbero posseduto tecniche di lavorazione 'a smeriglio'e non di perforazione, nel quale gli abrasivi vengono applicati al materiale in maniera tale da rimuoverne solo un quantitativo controllato.Lavorazioni a ultrasuoni avrebbero permesso di utilizzare strumenti che scalpellavano via il materiale come martelli pneumatici ma in modo più veloce e con moto alterno non altrettanto misurabile”. Questa idea gli è balenata dopo aver a lungo osservato alcuni manufatti depositati nel Museo del Cairo che presenterebbero,a suo dire, le caratteristiche di una trapanazione ultrasonica.Normalmente si crede che per la roccia venisse utilizzato materiale di rame nelle prime dinastie, ma-  afferma-  questo elemento non avrebbe potuto scalfire granito, basalto diorite”!

8)- Come se non bastasse, la Sfinge è oggetto di discussione non solo per la sua superficie,ma anche per ciò che celerebbe nella parte ipogea,cioè sotterranea. Probabilmente molti dei lettori conoscono la versione dei fatti del più famoso veggente del XX secolo, Edgar Cayce, che nelle sue visioni affermava di aver visto la data esatta della costruzione della Sfinge(10.500 a.C.). Soprannominato ‘il profeta dormiente’, perché queste facoltà di veggenza si presentavano sotto ipnosi, egli (fin dagli anni Trenta) aveva asserito che c’era una Sala dei Documenti sotto la zampa destra della Sfinge e un grande,imprecisato tesoro. L’indagine al georadar –condotto negli anni ’90- aveva individuato sotto la zampa destra, effettivamente,una sorta di ‘cavità. Sempre smentita dall’Egittologia ufficiale, questa presunta ‘stanza’ ha attirato la curiosità e l’interesse di molti ricercatori. Nel 1984,il geofisico americano Thomas L. Dobecky ,grazie all’uso delle vibrazioni, comprese che dovevano essere presenti una o più camere dentro il gigantesco animale;inoltre,anch’egli si era dichiarato convinto(in base a sue ricerche,non convalidate dall’Egittologia ufficiale ma questa non è una novità) che esistano discrepanze cronologiche tra la parte anteriore (più antica)e posteriore della statua.  L'ingegnere acustico Tom Danley, dovendo stare in loco per una serie di test sulla eventuale 'risonanza acustica delle piramidi', scoprì  una piccolissima apertura all'estremità posteriore della statua ed entrò,trovando una biforcazione che da un lato scende per circa tre metri e mezzo( battendo sul pavimento,risuona vuoto);dall'altro                                                                                                                                                                     si sale su per il corpo della Sfinge e si ferma. Presi per pazzi o visionari dalla maggioranza della comunità scientifica, o non presi minimamente in considerazione, con l’andare del tempo si saranno visti riconoscere (almeno a livello di soddisfazione  personale) che avevano ragione. Lasciando spiazzati un po’tutti, infatti, il prof. Zahi Hawass ha rilasciato, nel corso del 2001, un' intervista alla rivista "Hera", affermando che vi sono  "EFFETTIVAMENTE TUNNEL SOTTERRANEI A GIZA": UNA STRUTTURA SEGRETA SOTTO LA CODA DELLA SFINGE CHE PENETRA PER 15 METRI ALL'INTERNO DEL MONUMENTO. SEMBRANO ESSERVI ALTRE STRUTTURE NELLA PARTE ANTERIORE. L'intervista intera è sul n.17 del maggio 2001 e fu presentata a Roma in un video,durante una conferenza. Tra l’intervista del 2001 e quella di cui ci parla l’egittologo italiano Aristide Malnati (che  riporta la sintesi della lunga intervista in un articolo che si trova al seguente link  errideluca.free.fr/Articles/ Erri Avvenire 21122005.pdf) non è passato molto tempo,eppure in quella Hawass accennava soltanto a queste esplorazioni, rivelando  la presenza certa di un solo tunnel e restando vago sugli altri,mentre in realtà era probabilmente già a conoscenza di come stessero le cose o forse usò semplicemente molta cautela. Poco dopo,infatti, il Capo del Consiglio supremo delle Antichità                                                                                                                                                                              Egizie del Cairo e massimo egittologo al mondo, appunto Hawass, in occasione della  visita in Egitto dei Reali di Spagna, ha rilasciato una lunga intervista, apparsa su “al Ahram” in cui dichiara di aver accertato definitivamente la presenza di 4 tunnel nel corpo della Sfinge e di averne iniziato la perlustrazione.”Il primo corridoio si trova dietro la stele, tra le zampe anteriori della Guardiana di Giza; il secondo è dietro la testa,scavato nella roccia del suo corpo per quasi 5 metri; un terzo passaggio si trova sul lato nord (a destra per chi guarda il volto della statua):la sua esistenza era stata da tempo ipotizzata osservando le foto ingiallite di Baraize, pioniere dell’egittologia,che mostrano operai nell’atto di rimuovere sabbia da un tunnel. La quarta galleria è di recente individuazione (Hawass vi è entrato per la prima volta durante i restauri della struttura, terminati da poco); è sita presso la coda e avrebbe una profondità di ben 15 metri”. Intervistato in occasione della trasmissione Rai, “Voyager,condotta da Roberto Giacobbo, Hawass ha sostanzialmente confermato quanto apparso sul quotidiano con alcune altre rivelazioni sorprendenti: "Nessuno ha mai scavato al di sotto della Sfinge, ma abbiamo rilevato numerosi passaggi. Abbiamo trovato quattro tunnel nella Sfinge: uno dietro la stele di Thutmosi IV; uno dietro la testa della Sfinge, che scende per circa cinque metri, il terzo è un tunnel sul lato nord della Sfinge e il quarto è un tunnel sulla parte posteriore della Sfinge. Abbiamo impiegato anche il radar nelle nostre ricerche, abbiamo praticamente guardato attraverso la Sfinge ma non abbiamo trovato nulla. Nel 1977, l'Istituto di Ricerca di Stanford in California ci ha detto che sotto la zampa destra della Sfinge c'era un tunnel. Abbiamo fatto degli scavi, spingendoci fino a trenta metri di profondità, ma non abbiamo trovato nulla. Queste perforazioni hanno dimostrato che la Sfinge è costituita da roccia solida, e che non c'è nulla di nascosto dietro di essa.
Quindi la famosa Sala dei Documenti non è altro che un sogno, un sogno a cui molte persone amano credere. Non esiste nulla del genere. Lavoro alla Sfinge o attorno ad essa da ormai venti anni. Abbiamo fatto scavi, lavorato ovunque... ma non è mai emerso nulla sui documenti di Atlantide. Quella Sala non esiste! È un sogno della gente... E noi lavoriamo sulla realtà, non sui sogni. La realtà sono le scoperte di cui parliamo riguardo le piramidi, i costruttori delle piramidi, la gente, i fatti, di questo possiamo parlare. Ma quella Sala è solo un mito, non esiste."
 

Non c’è bisogno di ulteriori commenti.Parola di Hawass!

MENFI

Un tempo Memnof-Rà,a cui i Greci diedero il nome MEMPHIS,era la capitale che avevano scelto i sovrani dalla II dinastia alla VII-VIII (insieme ad Abidos)e della XXVII (insieme a Sais) e XXX(insieme a Sebennito).Doveva essere magnifica e possedeva un tempio dedicato a Ptah, in cui venivano incoronati i Faraoni.La città si estendeva per 15 Km da Giza a Saqquara e vi si erigevano molti templi dedicati a tutte le divinità del mondo antico,in quanto vari popoli, i Fenici, i Giudei, gli Armeni ,i Greci, i Libici e i Sudanesi, avevano fatto un loro quartiere.Di tutto ciò, oggi non resta quasi più traccia. L'ascesa di Alessandria decretò il totale declino di Menfi,che già nel IV secolo d.C. versava  in totale degrado. Venivano utilizzati ancora alcuni templi dai cristiani, che li avevano trasformati in chiese, poi con la fondazione della città del Cairo ,il materiale venne usato per costruirne gli edifici.Nel  marzo 2001 è iniziata una campagna di scavi per localizzare la città 'perduta'. Una spedizione russa guidata dalla direttrice del Centro per la Ricerca Egittologica - Istituto di Studi Orientali dell'Accademia delle Scienze Russa- Galina Belova ha individuato alcune lastre di calcare che pavimentavano alcune strade e le fondamenta di alcune colonne. L'area degli scavi comprende il presunto antico 'cuore di Menfi', noto come Kom Tuman,e stanno venendo alla luce anche oggetti di culto, alcuni forni per la terracotta e molti reperti in ceramica smaltata di pregiata qualità, che pare fossero rari all'epoca. Il manufatto più prezioso sembra però una testa scolpita, che reca l'acconciatura tipica degli antichi faraoni, e che verrebbe attribuita ad un sovrano della XXVII dinastia. Quando si giunge a Menfi, con pullman,dal sito di Giza, si trova un Museo all’aperto,di cui sicuramente una delle attrattive è la SFINGE DI ALABASTRO, costituita da un unico blocco di granito:è alta 4.5 m ed è lunga 8 m, e anche se paragonata a quella di Giza sfigura (in quanto a dimensioni) è veramente bellissima. Reca il cartiglio del faraone Amon-Ofis (Amenhotep) II , della XVIII dinastia e un tempo si ritiene fiancheggiasse l'ingresso del tempio di Ptah, dio di Menfi. In una sorta di ‘hangar’ coperto, si trova invece la colossale statua del faraone Ramesse II, faraone della XIX dinastia. Non trovo le parole adatte per descrivere le fattezze del suo volto sorridente,bello,fiero; tutto sembra essere stato curato con perizia estrema dagli scalpellini che la realizzarono: i particolari del gonnellino,della cintura da cui esce un pugnale dal manico lavorato...il tutto perfettamente levigato,sembra una statua 'vivente', da restare senza fiato. E' scolpito in granito rosa ed è alto oltre 10 metri ed è presentato sdraiato perchè è privo della parte inferiore del corpo(fu ritrovata mutila).Una statua uguale- ma in posizione eretta-  si trova nella piazza della Stazione al Cairo,dove fu collocata nel 1954,dopo essere stata ritrovata a Menfi.Una copia, invece, si trova sulla strada che conduce all' aeroporto del Cairo. Si dovevano trovare davanti ad uno dei piloni del tempio di Ptah; nello stesso punto, sono venuti alla luce frammenti di statue colossali sedute.



 

 

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