Furio Sampoli

Le Grandi Donne di Roma Antica

Newton, 2003

 

Recensione a cura di Enrico Pantalone

 

Furio Sampoli analizza con la sua provata capacità di farci comprendere con immediatezza l’ambiente in cui il personaggio che egli descrive si muove, in poche parole nella sua quotidianità diciannove figure di donne della storia romana da Rea Silvia a Galla Placida

Abbracciando quindi tutta la storia di Roma dalle origini al definitivo declino.

Le sue “donne” sono descritte in maniera diretta, piacevole, con numerosi dettagli sulla vita privata e soprattutto anche in maniera narrativa e discorsiva, il che rende molto piacevole la lettura.

Ovviamente tanto diverse appaiono le donne della Roma delle origini da quelle amanti del potere e spesso decisive nelle scelte degli uomini al potere, le diciannove prescelte da Sampoli sono Rea Silvia e Lucrezia, Cornelia, Servilia, Clodia, Fulvia, Porzia, Ottavia, Livia Drusilla Augusta, Cleopatra, Giulia, Agrippina Maior, Giulia Agrippina, Valeria Messalina, Poppea Sabina, Domizia Longina, Anna Galeria Faustina, Le Siriane, Elena Flavia Augusta e Galla Placidia.

Come si può notare ogni genere di tipologia femminile viene preso in considerazione, noi ovviamente per questioni di spazio non ci soffermeremo su nessuno di esso in particolare ma tutte risultano interessanti e decisamente intriganti nella loro presentazione.

Furio Sampoli mette sagacemente l’accento sul degrado morale che molti di questi personaggi hanno incarnato soprattutto tra la fine della Repubblica ed il Principato, ma come egli sostiene tra le righe questo era dovuto al potere femminile che a Roma aveva raggiunto livelli ben più alti che in altre società coeve, la donna non certamente libera in senso stretto ma manovrava con tutte le arti di cui disponeva, dall’intelligenza e dal sapere  all’uso del proprio corpo.