Frà Nicolau Eymerich
Manuale dell’Inquisitore
Ed. Piemme, 1998


Recensione di Enrico Pantalone


Questo saggio curato da Rino Cammilleri, giornalista e scrittore, è l’esatta riproposizione del Vademecum datato 1376 ad uso dell’inquisizione domenicana del tempo, testo recuperato e commentato dal giurista spagnolo del XVI secolo Francisco Pena, e giunto a noi praticamente inalterato nella forma e nel contenuto.
Chi lo scrisse, Frà Nicolau Eymerich un domenicano, era l’Inquisitore Generale del regno d’Aragona a quel tempo e nelle sue intenzioni il vademecum doveva servire per impostare un processo rivolto all’eresia e per seguire una prassi logica e pragmatica durante tutto il

suo svolgimento.
Il testo è una vera e propria procedura, banale alle volte, ma fredda e molto dettagliata nel programma, per cui occorre avvicinarsi allo scritto con curiosità ed immedesimazione per entrare nell’atmosfera del sistema “processo”.
Vediamo brevemente l’impostazione dl Vademecum che è diviso in tre capitoli, uno dedicato alla Giurisdizione dell’Inquisitore, uno alla Pratica dell’Inquisitoria ed uno alle Questioni riguardanti la pratica del Sant’Uffizio dell’Inquisizione.
Il primo capitolo affronta la nozionistica dedicata ad eresie ed eretici, cioè propone tutta la vasta gamma di proposizioni e personaggi riguardanti queste pratiche, come riconoscere un eretico, quali sono eretici e quali dei normali peccatori e così via, un elenco molto dettagliato ed assolutamente esauriente.
Il Secondo capitolo è dedicato al processo, quindi presentazione dell’Inquisitore che prende in mano la pratica eretica e descrizione dei suoi poteri in linea generale, l’inchiesta ed il procedimento vero e proprio , gli interrogatori, i sistemi per valutare un possibile eretico, le anomalie, le eccezioni, gli ostacoli che si possono trovare durante il lavoro, fino al verdetto ed alle varie condanne o all’assoluzione.
Nel terzo capitolo si fanno conoscere tutti i personaggi che gravitano intorno al processo durante tutto il tempo dell’azione ed anche tutti gli atti o sentenze precedenti che devono essere riportati e citati.
In generale sui testi ad uso comune si parla solo dell’Inquisizione, spesso in maniera confusionaria ed impropria, spesso utilizzando termini ed immagini piuttosto morbosi per catturare l’attenzione dell’inconsapevole lettore, qui invece a parlare è direttamente l’Inquisitore con i suoi atti e le sue metodiche, sbagliate o corrette che siano (visto dal nostro punto di vista), ma credibili e realistiche, uno spaccato di quella società medievale.

 

Home Page Storia e Società