Donatella Restani
Musica per Governare  Alessandro, Adriano, Teoderico
Longo Editore Ravenna, 2004


Recensione di Enrico Pantalone


Donatella Restani è docente di Musicologia e Storia della Musica all’Università di Bologna, nella sezione distaccata di Ravenna e da sempre legge la musica come strumento sociale nella vita quotidiana partendo dai Greci a cui ha dedicato molte delle sue ricerche in questo campo.
Questo saggio vuole essere un modo per farci comprendere come tre grandi protagonisti della storia antica in diverse epoche utilizzarono la musica per poter governare, o meglio per poter permettere a tutti coloro che facevano parte dell’entourage del principe di decidere leggi e politica da seguire con la mente riposata da una buona musica di sottofondo in modo da creava l’armonia ritenuta più corretta per svolgere questo delicato compito.
Certamente ognuno dei tre protagonisti utilizzava la propria tecnica, la propria preparazione, la propria padronanza dell’arte musicale come riteneva più opportuno, ma è indubbio che tutti raggiunsero risultati insperati e di grande portata, tra l’altro ad Adriano bisognerebbe aggiungere Traiano, perché fu proprio lui ad indirizzare l’ancora giovane principe in pectore a questa disciplina tramite la moglie Pompea  Plotina.
Alessandro amava cantare e sappiamo che nella più perfetta tradizione ellenica questa materia era ai primi posti nella formazione dei giovani, a Sparta addirittura un obbligo perfino per i re, così anche nel suo lungo peregrinare nelle terre ad oriente della Grecia Alessandro festeggiava ogni vittoria militare con innumerevoli cori e prima d'ogni importante decisione politica o militare si concentrava cantando invitando coloro che lo circondavano a fare lo stesso.
Adriano, riproponendo la cultura ellenica, ripartì da ciò che faceva Alessandro, ampliando la gamma delle ricerca nella materia, studiando incessantemente le metodologie più appropriate, durante i consigli politico-militari richiedeva che si suonasse sempre ed egli avendo modo di viaggiare nell'Impero per buona parte del suo mandato fece d'ogni musica locale recepita, una specie d'indagine sociologica per conoscere i vari popoli.
Teoderico, cresciuto a corte dall’Imperatore Bizantino, amò profondamente la musica scoperta nella capitale, tanto da riuscire a confondere i rumori metallici dei capi di vestiario dei militari con sublimi melodie da ascoltare o da farle riprogrammare preso la sua corte.
Un gran bel saggio, la musica ha sempre accompagnato la storia dell’uomo, dalle antiche civiltà al giorno d’oggi, dare un’occhiata a ciò che fecero Alessandro, Adriano e Teoderico sembra senz’altro importante.

 

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