Felice Vinci

Omero nel Baltico

Palombi Editore

 

Recensione a cura di Enrico Pantalone

 

 

Ho letto con molto interesse questo saggio di Felice Vinci che tratta la rivoluzionaria teoria che tutte le epopee omeriche si siano svolte in realtà nei territori baltici e nordici anziché nel Mediterraneo.

Per arrivare a queste teorie Vinci ha svolto dapprima un enorme lavoro filologico tra apparentamenti ed assonanze di termini geografici e morfologici che spieghino l’origine dei nomi utilizzati da Omero e che convincano anche per quanto riguarda il territorio con le località citate.

Omero evidentemente doveva rappresentare la grande forza dell’espansionismo greco, quindi nulla vieta che egli abbia preso in prestito da qualche saga nordica del tempo storie che potessero poi essere rimescolate per un uso più mediterraneo, così sembrerebbe più per l’Odissea che per l’Iliade dove evidentemente risulta più complicato per l’autore convincere della bontà dei suoi studi.

Del resto, fin dal 1000 aC i mercanti-guerrieri baltici scendevano attraverso i grandi fiumi russo dal Lago Ladoga al Mar Nero, sicuramente erano simili per astuzia e circospezione ad un Odisseo, per cui l’idea che il grande trek dell’itacese fosse in realtà un viaggio ai confini del mondo nordico non è certamente peregrina, qualche perplessità in più sembra esserci per la guerra di Troia, probabilmente è molto più difficile da inquadrare, in quanto nella località anatolica la guerra c’è stata davvero anche se non sappiamo  bene in che periodo visto il buco nero sul alcuni secoli del secondo millennio.

Resta comunque la peculiarità di questo testo che consiglio perché apre prospettive nuove allo studio delle epopee antiche ed alle loro metodologie di propaganda continentale.

 

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