Gilbert Murray
Le Origini dell’Epica Greca
Sansoni, 1964

Recensione di Enrico Pantalone


Gilbert Murray, docente ad Oxford, uno dei massimi esperti del mondo classico antico, pubblicò questo saggio nel 1960, dopo attente riletture storiche di grandi docenti esperti dello stesso periodo come il Nilsson, il Seeck, il Woodhoouse, il Bowra, il Parry, tutti quanti protesi ad un’analisi profonda e perfettamente strutturata dell’epica greca in quanto fattore primario dell’evoluzione umana, una coordinazione quasi perfetta tra il valore della vita ed il suo arricchimento progressivo nel corso dei secoli.
Ovviamente la struttura binaria prende come esempio Omero, né potrebbe essere diversamente, l’Iliade più che l’Odissea rappresenta uno spaccato concreto della vita quotidiana e delle attitudini della popolazione.
Omero mette il suo studio, la sua concezione letteraria completamente al servizio dell’uomo inteso come essere che progredisce, con la rappresentazione dello suo spirito, la sua religione, le sue usanze, e Murray ne analizza compiutamente e minuziosamente ogni angolo, anche il più nascosto proprio arrivando a fare dei parallelismi (a prima vista azzardati) tra la storia ebraica e quella greca, o meglio tra la tradizione orale ebraica e l’epica popolare greca.
Murray è convinto che tutta l’Iliade sia un vero e proprio resoconto storico (e qui si potrebbe anche dissentire), ma precisa di tipo omerico, cioè completamente visto dalla sua ottica, quindi una penetrante ricostruzione giocata sulla poesia dalle grandi e luminose prospettive.

 

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