Pierre Maraval

Théodose le Grand – Le Pouvoir et la foi

Ed. Librairie Arthème Fayard, 2008

 

Presentazione di Enrico Pantalone

 

Questo interessante saggio scritto da Pierre Maraval, un luminare della storia, che va dal IV al VI secolo AD, professore insigne alla Sorbona e a Strasburgo, introduce un inquadramento davvero unico di Teodosio il Grande, redatto secondo gli ultimi documenti ritrovati e messi a disposizione, ma nello stesso tempo tenendo conto dei testi passati che fossero realmente sicuri dacché molti di quelli presi in considerazioni in precedenza, si basavano su resoconti molto discutibili e per nulla certi.

Meglio così, l’evoluzione degli studi storici deve avvenire, come dimostra appunto Maraval, tenendo sempre in considerazione tutto il materiale costantemente aggiornato di ricerca messo a disposizione, per questo l’autore proprio prima d’iniziare il saggio ci descrive minuziosamente tute le fonti che ha utilizzato capovolgendo la normale posizione di questo tipo d’indicazioni.

Ovviamente Maraval ripercorre tutta la storia personale dell’Imperatore da Adrianopoli fino alla sua morte tracciandone minuziosamente caratteristiche, pregi e difetti dell’azione ma sempre rapportati alle problematiche del tempo, cioè l’autore non propende per una disquisizione sulla personalità di Teodosio quanto sulla sua capacità di interagire con la società romana che è intorno a lui, una società difficile da gestire per il continuo stato di tensione esistente sia a livello politico, che economico e religioso.

Dal testo esce così un quadro molto interessante in cui Teodosio è paragonato a Traiano per il suo impatto visivo sulla gente, lo stesso modo di porsi complice un fisico ritenuto simile al predecessore, di rappresentare Roma militarmente e di atteggiarsi a difensore dei confini imperiali, ma teso anche a principi di filantropia, mecenatismo nei confronti della cultura e dell’arte.

Egli è descritto anche come un uomo affabile e molto più accessibile al dialogo rispetto a chi lo aveva preceduto ma al tempo stesso anche indolente in molte occasioni, cioè un uomo che subiva l’influenza del suo carattere, l’autore attraverso alla peculiarità dei testi non mette in discussione il coraggio guerriero, tuttavia sembra che Teodosio da questo punto di vista sia visto più come antico eroe che come pragmatico comandante, da qui la sua indolenza tipica dell’epopea più antica.

Maraval analizza ovviamente anche il Teodosio cristiano, considerato il principe ideale da questo punto di vista, tuttavia il saggista francese conviene che qualche dubbio sugli ideali religiosi l’imperatore ne doveva avere e Tessalonica starebbe a dimostrarlo.

Teodosio piuttosto è visto dall’autore come uomo di una certa indipendenza e insofferenza nei confronti del dogma tant’è che nonostante tutto egli non proclamò mai il cristianesimo religione di stato seppure considerasse legati gli interessi politici e religiosi e l’alleanza con la chiesa necessaria e così fu anche nel matrimonio sposando una donna Aelia Flacilla considerata molto pia e devota.

 

Home Page Storia e Società