Barry Lindon, 185’, 1976

Regia Stanley Kubrick

Cast: Ryan O’Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee, Hardy Kruger

 

 

Stanley Kubrick ci regala un affresco stupendo del700, sullo sfondo della guerra dei sette anni che vede contrapposte Inghilterra e Prussia contro la Francia.

Già la moltitudine dei colori delle divise fa capire come in fondo le guerre di quel periodo, tantissime, erano solamente un grande war-game imbellettato, mancava solamente che i contendenti di fronte estraessero dal tipico capello a tre punte la frase:

“Prego sparate prima voi”

“Si figuri, a voi l’onore del primo colpo”.

La bellezza dell’arte militare di questo tempo è indubbiamente messa in risalto come un grande duello ingrandito (per usare le parole di Von Clausewitz, il più grande teorico militare di tutti i tempi), lo spazio ed il tempo hanno una dimensione tutta loro, la parata delle truppe che circolano lungo le vie d comunicazione nelle loro coloratissime divise danno un tocco d’originalità al contesto, le musiche fanno il resto per tutto il lungo periodo della pellicola.

Per un certo periodo di tempo il nostro eroe, interpretato da Ryan O’Neal si barcamena tra impicci famigliari e la battaglia, a cui lui cerca furbescamente di sottrarsi spacciandosi per un tenente della comunicazione morto….

Un comandante prussiano lo ferma vedendolo cavalcare solitario, comandante interpretato dal grande attore Hardy Kruger, parlando per pochi minuti capisce tutto e per sottrarlo alla forca decide di riconoscergli il grado nell’esercito prussiano, così dal rosso porpora l’irlandese passa al blu scuro, come se questo fosse una specie di degrado dovuto alla sua ignominia.

Egli va al servizio del diplomatico inglese che deve segretamente spiare, ma non regge, confessa d’essere una spia e ottiene la possibilità del ritorno nella madre patria dove sposa una facoltosa quanto diafana Lady, interpretata magistralmente da Marisa Berenson, praticamente al debutto, ora la donna ha un figlio che odia il nuovo venuto e la famiglia passa di tristezza in tristezza fino a che il figlio stesso divenuto adulto sfida a duello Barry Lyndon, il quale finisce così malamente ferito, con una gamba maciullata e per vivere dovrà abbandonare la casa e la famiglia tornando in ristrettezze economiche: una vita spesa malamente non poteva che avere un epilogo simile.

La luce dominante in tutto il film, i toni e di colori sono parte integrante di ciò che Kubrick vuole porgere allo spettatore, essi rappresentano una sorta di struttura della vita stessa del protagonista in senso allegorico: dall’ascesa in società alla caduta umiliante.

Su tutto le splendide musiche dell’epoca che accompagnano sempre il film, la marcia dei British Granadiers con i soldati che vanno al massacro al suono dei pifferi e dei tamburi, la celestiale Women of Ireland, inno all’amore arcadico tra il verde dell’Irlanda, la Marcia dall’Idomeneo o la Hohenfriedberger Marcia scritta e musicata dall’Imperatore Federico I il Grande di Prussia.

Splendida fotografia e fantastica regia, l’unica preoccupazione sono i 190 minuti del film…….

 

 

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