Cortesia e Netiquette di Enrico Pantalone

 

Commento al Saggio di Leonella Cardarelli

Cortesia: da Grice alla Netiquette

Aletti Editore

 

Prendo spunto dal saggio pubblicato, già tesi di laurea della D.ssa Leonella Cardarelli, per trattare un argomento delicato ed importante al tempo stesso: la Cortesia, tratto dello spirito umano al giorno d’oggi spesso dimenticato nella convulsione della caotica vita quotidiana.

Leonella Cardarelli (non mi ne vorrà certamente se non userò più il suo Titolo Universitario d’ora in poi per non tediare l’utente) ha il merito di risvegliare la volontà, per chi ci crede realmente, di vivere una way of life regolata da buone maniere, civiltà ed educazione, costruita rispetto ad un modo di dialogare e di porsi che altrimenti si credeva perduto.

L’educazione, di cui la cortesia ne è un tratto assolutamente significativo, riveste ai nostri tempi spesso carattere marginale, perfino negli istitutori preposti che dovrebbero costituirne il nucleo centrale dell’insegnamento nelle scuole dell’obbligo, ma che spesso, al contrario, sono incapaci di prendere atto della loro totale ignoranza in virtù di una non bene specificata arroganza politico-culturale (e non si capisce bene mai a cosa si riferiscano….).

Il saggio analizza una parte oggi molto importante dell’approccio umano: quello che fa riferimento alla rete, ad internet, spesso creatore di “mostri informatici” e piena d’illogica sintassi e fraseologia, di livello senz’altro sottoculturale.

Spesso l’istinto primordiale dell’utente in rete prende il posto rispetto alle buone maniere, alla civiltà ed all’educazione, possiamo vedere purtroppo siti tematici e con la pretesa d’essere culturali in cui troneggiano portanti manifestazioni di stupidità collettive, o peggio, inneggianti a “ritrovi gaudenti” come se questi atti fossero un intento educativo, di cortesia nemmeno una minuscola traccia, drammatico l’uso di terminologie e idiomi su cui è meglio sorvolare.

Ecco perché il saggio di Leonella Cardarelli colpisce nel segno attraverso una velata, ma significativa ricerca sociologica ed antropologica: lo studio del comportamento umano di fronte a questo potente mezzo informativo ed i suoi riflessi sulla collettività.

La cortesia rimane un bene primario in una società volutamente spinta verso un ipertecnologismo esasperato dove lo spazio per l’educazione e le sue applicazioni pratiche rimane normalmente rimangono lettera morta.

Nel testo viene ben messa in evidenza la differenza tra il comportamento cortese di circostanza o quello viceversa derivato da un intenso modo di viverlo, questo è anche un punto fondamentale del nostro approccio verso terze persone, un’errata cortesia, applicata senza la necessaria volontà può sembrare una presa in giro oppure un atteggiamento “molto snob”: faccio il cortese per atteggiarmi , perché voglio che la gente pensi che lo sia davvero o perché vivo la realtà d’una classe sociale superiore dove spesso tutto è estremamente fasullo ed ipocrita.

Spesso viene utilizzato il concetto di cortesia di tipo pietoso verso una persona che si pensa possa aver bisogno di questo genere di conforto, ciò porta come conseguenza una confusione totale rispetto al vero e proprio significato di cortesia che nel testo della Cardarelli viene evidenziato: la cortesia è un modo di vivere che si sceglie di seguire perché educati seguendo un linea di morale ed etica che impongono certi doveri considerati primari, perché si vuole mettere innanzi a tutto l’espressione più corretta verso gli altri, perché si pensa che da ciò tragga vantaggio anche l’intera comunità, non solamente le persone interessate.

Lo studio e l’analisi della cortesia meriterebbero indubbiamente ulteriori e più profondi studi, perchè l’evoluzione della società civile deve ottemperare ad dimostrazioni che aiutino a comprendersi meglio, a eliminare ogni barriera che cre ostacolo ad un modo di vivere che il genere umano si merita, ma che spesso risulta impossibile praticare decentemente.

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