AKRHOMOS

di Fabio Marinelli




Mi chiamo QUINTO VALERIO CATULO...sono nato a Mediolanum, da antica famiglia insubre, vissuto nel mondo per 35 anni, ebbi la fortuna di amare una splendida donna, Carminia della gens Bononiana...ebbi la sventura di vederla addormentarsi x sempre prima di me. Il luogo di tutto ciò non è importante ma l'ultimo ricordo che serbo in questo limbo resta il colore di quei momenti...il bianco...il non colore...AKROMOS!




COMUM, CALENDE DI FEBBRAIO - GIORNO DEL DIO MARTE - ANNO 1031 A.U.C.


Passi veloci sulla neve, soffice e morbida...continua a cadere,abbagliante ... Quel giorno non doveva mai venire,quel giorno io vissi ma una parte di me traghetto' per sempre nello Stige...


La licenza per un soldato è molto, la propria casa è tutto. Mia moglie possedeva una vista più acuta delle aquile, una vista che spaziava al di là degli orizzonti...mia moglie vedeva con il cuore! I suoi occhi erano spenti da tempo ma la sua anima risplendeva di luce e quel giorno mi parlò...


Gli occhi se vedono attraverso i suoni trasformano i sentimenti in immagini...le vie che si riempiono di schianti,urla di paura e terrore,bambini che cercano le madri. Ma dove sono i soldati! Dov'è la sicurezza...scappa piccola mia! Scappa perché ogni rifugio sembra sempre troppo grande o troppo piccolo...ogni casa può diventare una tomba!


Il cuore batte forte,il piede inciampa in uno scalino ripido...un tonfo sordo...poi più nulla!


Un'incursione Alamanna trasformò una landa innevata e gentile sul lago Lario in un luogo maledetto dagli Dei. Io vidi e piansi...la trovai in cantina, gli occhi spalancati quasi si domandasse il perché di tutto ciò...io vidi, e piansi...stringevo un corpo privo di vita ma lei era viva...lei era in me!




VILLARICHUM, IDI DI GENNAIO - ANNO 1041 A.U.C.


Inquadrare la preda é un gioco da ragazzi per chi nasce predatore...puntare un bersaglio ,inseguirlo nel folto delle fronde...ancora su verso le nuvole! La poiana , anch'ella predatrice ,fuggiva veloce nel bianco cielo invernale della valle sfruttando le correnti del poderoso vento del nord. Ma l'implacabile aquila non arretrava davanti a nulla,fosse una cabrata veloce o un volo radente del fuggitivo! Ormai aveva già gli artigli pronti e assaporando un lauto pasto si preparava all'assalto finale! Poi improvviso , mentre i due volatili passavano tra gli abeti scuri una macchia nera si leva nel cielo! Di colpo la fiera aquila cambia rotta,viene assalita da ogni parte ...decine di poiane gli danno contro! Da assalito ad assalitore...da cacciatrice a preda.


L'occhio sano osserva il fiero volatile scampare di un soffio alla mattanza ed un brivido freddo sfiora le mie tempie quando lo sguardo si posa sulla gola innevata che conduce al passo di Clavenna.


Pochi mesi prima l'Augusto d'Occidente Massimiano , attraverso la diplomazia di una delegazione del Sacro Senato di Roma, aveva raggiunto un accordo con alcuni Re Alamanni per lo scambio reciproco di prigionieri. In realtà l'ordine era di uccidere tutti ibarbari in catene e quanti più guerrieri alamanni si poteva , non appena lo scambio si fosse perfezionato. Per questo alcuni ausiliari della Cohors I Raetorum erano stati aggregati ad un distaccamento della Legio Tertia Iulia Alpina al mio comando ... Primicerius Quinto V. Catulo.




CLAVENNA ,CALENDAE DI FEBBRAIO - GIORNO DEL DIO MERCURIO - ANNO 1041 A.U.C




Un edificio circolare, piccole colonne tutto intorno, marmo bianco...costoso ma non importa...in alto tre statue. Quasi un monito alla riflessione su ciò che era e che non é più...ma che continua a vivere. Tutto quello che avevo , tutto quello che ho perso. Mia moglie Carminia,nostro figlio Flavio scomparso durante un innocente bagno nel lago, e due creature che nella loro semplicità ci regalarono tanto...Isis e Cleopatra, gatti per la natura...figlie per noi!


Così la volli e così la vidi l'ultima volta quella fredda mattina che tutto sembrava fuorché dedicata ad Elios!




Possono gli alberi respirare? Può il sibilante vento freddo del nord trasformarsi in voce cupa e sinistra? Io la sentii...io ora so!


Il ducenario Narses era un uomo rude, sincero e leale a modo suo ma più lo guardavo e più sorridevo! ; " Sembri una macchia di calamaro su una toga in questo fottuto posto! Narses!!! ". " Grazie Primicerius! Ogni tuo complimento per me mi fa sentire sempre più bello! "


Risate...bisognava ridere per ricordarsi che il silenzio che ci circondava in quella stretta valle non significava che eravamo morti...non ancora!


Narses arrivava dalla terra tra due fiumi e la sua pelle ,già scura , vicino a tutto quel bianco di ghiaccio e neve sembrava nera!


Più ci si avvicinava al luogo scelto per l'appuntamento più si saliva tra gli alti abeti...e maggiore era l'altitudine meno ci si vedeva a causa delle basse nubi che creavano una gelida nebbia...anche noi sembravamo fatti di nebbia.


Ad un tratto sentii dei colpi sordi intorno a me, Narses gridava, non riuscii subito a capire ma una parola si! Tradimento!!! Lo vidi guardare dietro di me ma non poteva parlare...una freccia lo passava da parte a parte nella gola. Mi voltai, il frastuono era aumentato...chiamai gli uomini! " Muro di scudi!!! Muro di scudi!!! " ...


Cento ,mille...e chi può dirlo...lottammo disperatamente perché l'uomo ama la vita anche quando la disprezza...non fummo eroi perché eravamo solo soldati...pagati per uccidere cercando di sopravvivere! " Alamanno , tu verrai con me nell'Ade! " colpii con tutta la forza che mi era rimasta , ero ferito...sentii un dolore lancinante sotto l'ascella destra! Mani che mi trascinavano a terra...altro colpo sull'elmo...e fu li che la vidi!


Dietro al mio carnefice che brandiva la sua spada per finirmi lei era li!...Bella...se possibile meravigliosa...mi fissava e sorrideva..." Carminia sono qui...ti amo Amore mio!..." poi più nulla...!


Alcune leggende di queste valli da tempo immemore narrano di spiriti che si aggirano nei boschi perché non hanno e non possono avere pace...dicono che , trasformati in nebbia questi spiriti continuino a vagare senza fine sussurrando ai viandanti il loro dolore ...e che solo la luce di Mitra le dissolve!


Tutte fantasie!...non la sacra luce del Dio risorto le dissolve ma la consapevolezza di ritrovare se stessi attraverso l'affetto di chi si é amato in vita aiuta queste anime ad uscire dal limbo...io lo so perche' una di queste...ero io!


Ora, la vedo mia moglie ...ora, la vedo mio padre e mia madre e tutti coloro che mi hanno preceduto, dal principio alla fine!


Adesso essi chiamano me! Mi invitano a prendere posto tra di loro nel grande eterno degli Elisi...dove il credente sa di vivere per sempre!


Mi chiamavo Quinto Valerio Catulo di antica famiglia insubre...e tu viandante dal passo veloce e distratto, fermati un poco qui dove i miei cari riposano nell'eterno...rifletti sulla brevità della vita e porta con te un po' di noi...Fatto costruire con l'amore di chi pensaste morto ma che sempre vi ha amato...vostro figlio Flavio Alessandro Catulo nell'Anno del Signore 291.



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