REGILLA

di Fabio Marinelli



D'accordo ...sono una Ninfa...e lui é un Fauno...anche questa sera verrà a trovarmi. Il nostro é Amore, anche se tutti pensano sia solo sesso! Anche se io sono devota a Venere e lui al Dio ferino Silvano noi siamo migliori di quegli esseri che infestano la terra e insudiciano le acque sacre .... Noi siamo migliori degli uomini!



DRAGO BIZANTINO



« ci furono sette garanzie a tenere il potere a Roma: l'ago della Madre degli Dèi, la quadriga di argilla dei Veienti, le ceneri di Oreste, lo scettro di Priamo, il velo di Iliona, il palladio, gli ancilia »

(Maurus Servius Honoratus In Vergilii carmina comentarii ad Aen, VII, 188).





VILLA ADRIANA - 914 Ab Urbe còndita.

"Leggi queste parole Marco Antonino...e con queste frasi tramandate dalla storia ti narrerò di eventi lontani, conosciuti più come leggende che come fatti reali...ma fatti furono e compiuti quando Roma non era altro che un insieme di capanne sparse su alcuni colli e la cui ricchezza si misurava in sale e non in oro!

Sei pronto ragazzo mio?" - " Certo maestro..." -" Allora leggi...e tieni saldi in te questi versi non nella tua mente, ma nel tuo cuore!"

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NON DIMENTICARE MAI CHI SEI VIANDANTE...NON DIMENTICARE MAI CHI HAI AL TUO FIANCO! ...FORSE NON APPARTENIAMO A QUESTO TEMPO...MA SIAMO COSTRETTI A VIVERLO...RICORDA SEMPRE ... CIO' CHE FARAI IN QUESTA VITA VIVRA' PER SEMPRE NEI CUORI DI COLORO CHE TI HANNO CONOSCIUTO...E FINO A QUANDO ESSI TI RICORDERANNO ANCHE TU VIVRAI....IN ETERNO! ED ORA VA SENZA VOLTARTI PERCHÉ DAVANTI A TE È IL TUO DESTINO...



( iscrizione dalla lapide della Vestale Maxima S.F.REGILLA VALERIA morta a Roma nell'anno 275 AUC )



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CAPITOLIUM - Saxum Tarpeium - ANNO 274 Ab Urbe còndita.

In quella mattina di primavera l'astro solare aveva appena compiuto i primi passi e nell'aria si respirava ancora il profumo della notte mentre il cielo regalava colori che solo Iupiter stesso poteva dispensare...tutto appariva indefinito a causa della semioscurità.

Regilla era anziana e stanca , aveva presenziato come imponevano le tavole della legge agli ultimi istanti dei nemici di Roma. In cuor suo ne avrebbe fatto volentieri a meno ma il collegio sacerdotale a cui apparteneva glielo imponeva...Regilla era una vestale...

Nella sua veste candida, accompagnata da alcune guardie del Pontifex Maximus , percorreva il sentiero che portava al Foro...nella mente ancora le ultime parole di colui che era stato un grande capo latino prima che la voce , strozzata dal boia , scomparisse lentamente .... " Voi non imparerete nulla Romani! Fino a quando non farete parlare il vostro cuore!!! Nulla! ". Così morì Ottavio Mamilio, lucumone di Tusculum, colui che era stato la speranza dei Tarquini, prima che il corpo venisse gettato dalla rupe...la Rupe Tarpea.



CAPITOLIUM ANNO 244 Ab Urbe cóndita.

Occhi scuri , timorosi dell'ignoto e al tempo stesso ansiosi di conoscere...occhi di chi sa che per tutta la vita non potrà essere altro che cacciatore...Ora quegli occhi avidi di libertà guardano il mondo attraverso le sbarre, ignorando di essere osservati da tutti come il simbolo più importante...come il presagio più temuto ed il destino più desiderato!

Il Rex Sacrorum scruta il cielo, questa alba potrebbe essere eterna, anzi sarà eterna perché questa è l'alba di Roma!

Un alito di vento da il segnale che tutti aspettano...è Jupiter che parla! La mano si abbassa ...i sacerdoti aprono le gabbie e quegli occhi vedono finalmente il mondo come la natura lo ha disegnato per loro! Senza sbarre e sempre più piccolo ai loro piedi...!

È il tredicesimo giorno dopo le Calende del settimo mese dell'anno 244 AUC. È l'alba appena rischiarata dal carro solare ma tutto il popolo del Septimontium è presente qui, perché sul colle primigenio è nato il tempio dedicato alla libertà ed al diritto...il Tempio della Triade Capitolina.

Il console Marco Orazio Pulvillo guarda la Grande Vestale che con un cenno ordina di portare sul podio il fuoco sacro nel grande tripode d'oro. Subito Serena e le altre sacerdotesse eseguono l'ordine e quando il fuoco arde alto di fronte al tempio le sette aquile si posano sulla quadriga di Vulca che domina il frontone . Lassù in quel momento Giove Feretrio porge il suo segno ai Quiriti...per mano di Marte il popolo è libero e prigioniero allo stesso tempo.

Libero dal giogo della tirannide Tarquinia e prigioniero del suo destino fatto di lotta per sopravvivere!



ATRIUM VESTAE - ANNO 254 Ab Urbe còndita.

La luce fioca dell'unica lampada ad olio illuminava un bacio appassionato , le labbra di lei cercavano il piacere e la lingua della ragazza correva umida sulla giovane e lunare pelle della sua amante.

Mani che , ansiose di dare e prendere si cercavano lungo i fianchi per dimostrare al cuore quanto i loro corpi si appartenessero...nude e sudate...come un solo corpo giacevano nel piccolo locale sotterraneo illuminate solo dai raggi della luna che filtrava attraverso l'alta finestrella e da quella tremolante della lampada che sembrava donare al tutto movimenti ancora più sinuosi....Così le vide...così avrebbe dovuto punirle...ma sentiva di non potere...di non dovere...di non volerlo fare...!

Il giorno seguente Regilla vide nel giardino del Tempio una delle due amanti..." Meriteresti il Campo Scellerato Livia "...l'altra la fissava immobile senza proferire parola...; " ti ho visto, vi ho visto...è così che istruisci le novizie ? " . " Grande Madre io..." - " Non mi interessa quello che fai nei sotterranei...mi interessa quello che non fai nel Tempio! Il fuoco si stava spegnendo...e tu mentre avevi il tuo sesso in subbuglio stavi rischiando la morte! . Bada Livia! Io ti conosco...ma la prossima volta non farò io ciò che devi fare tu! "

Mentre la Grande Vestale si allontanava Livia disse : " Regilla io sono in colpa...ma anch'io ti conosco e so quanto meritavi tu stessa il Campo! Ma così non fu e chi deve sapere sa...! " Non terminò la frase detta quasi come un sussurro tagliente al cuore perché una violenta ed improvvisa sberla la colpì in pieno volto facendola barcollare e sanguinare al labbro. " Non osare nemmeno pensare a ciò che sai...non sei degna di lei...mai sarai degna di lei! " . Stavolta la voce di Regilla si udì chiaramente nel cortile e attirò l'attenzione delle astanti... Il volto rosso di rabbia fissava la ragazza che scappava nel suo alloggio.



Se la notte ha un sapore quella notte aveva gusto di zucchero e cicuta...notte calda per essere di primavera. Serena...sentì sussurrare Regilla...Serena! Ancora...!la sentì di nuovo...pensò ad un'immaginazione ma quando il nome si udì nuovamente nei corridoi della Casa la donna si destò strofinandosi gli occhi con le mani...era sicura di aver sentito distintamente...e sudava... Decise comunque di uscire dalla propria cella, percorse tutto il corridoio con il cuore in gola...nell'ombra e a piedi scalzi, senza una lanterna arrivò fino alla porta che conduceva alle scale, la aprì facendola cigolare...non si era mai accorta di quel rumore ... 'Serena vieni da me...'. Ancora!...ebbe paura ma la voce non le sembrava sconosciuta...allora scese le scale esterne ritrovandosi nel cortile...fu qui che si avvide di una luce azzurrina fioca che si spostava all'interno del tempio verso l'ara maxima dove si trovava il fuoco sacro.

Andò decisa verso i locali per chiamare la sacerdotessa che, sapeva, essere a guardia del sacro fuoco. Quando entrò nella sala però non vi era traccia della vestale...ne tantomeno del fuoco! Era tutto completamente buio...tranne in un angolo... Qui una figura velata emanava una luce azzurra e fissava senza poter essere fissata...

"Chi sei !" quasi pretese Regilla... L'ombra parlo' ...' REGILLA...COME PUOI NON RICONOSCERE LA VOCE DI CHI TI ACCOMPAGNA DA SEMPRE...O DOVREI CHIAMARTI SERENA...'

Gli occhi sgranati...e la bocca impastata...il cuore le batteva forte nel petto...non poteva essere...ma doveva essere perché lei la vedeva e la...riconosceva! " Clelia...? Ma tu ...com'è possibile..."

'MIA PICCOLA ,TUTTO È POSSIBILE SE APRI IL TUO CUORE...IO SONO, SENZA ESSERE...TU MI HAI EVOCATO DISTOGLIENDOMI DALL'ADE...'

La Grande Vestale si sentì cadere...ed in ginocchio...piangendo disse:" Clelia...tu mi hai permesso di essere qui...di essere ciò che sono...ancora non so perché successe...ma so quanto soffrii ad essere allontanata da te! Portata lontano mentre tu subivi quello che io avrei dovuto subire..."

L'ombra riprese ...'QUANDO IL MIO CORPO FU COSPARSO DI MOLA SALSA E CALATO ALL'INTERNO DELLA PRIGIONE COMPRESI COME IL MIO SACRIFICIO MI LEGAVA INDISSOLUBILMENTE A TE...ERA QUELLO CHE AVREI VOLUTO NELLA VITA...LO OTTENNI CON LA MORTE...MA I DISEGNI DI GIOVE NON SONO MAI NOTI...ORA NON PUNIRE CHI AMA...CUSTODISCE L'AMORE MEGLIO DI MILLE SCRIGNI PREZIOSI...E SAPPI CHE MARTE AVRÀ PRESTO BISOGNO DI TE!'.....

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Grande Mater! La vestale fu svegliata da Livia..." ti abbiamo cercato ovunque mia signora, cosa ti è successo!...eri nel tempio...nel sacello interno riversa al suolo...confusa...e ripetevi un nome, il suo nome...Clelia!"

Fu in quel momento che Serena ricordò...dopo le parole dello spirito di Clelia i ricordi di tanti anni prima si erano affollati nella mente...i loro sguardi nella notte...i loro baci...le voci e la luce del sole...il fuoco che non ardeva più!...la colpa che la sua istruttrice si era addossata...l'allontanamento verso la villa paterna mentre i dolori di lei le entravano nella testa come lame affilate...come se fosse ella stessa a subire le frustate...fosse lei ad essere portata al Campo Scellerato...chiusa per sempre in una tomba sotterranea mentre il proprio nome veniva bandito per sempre!

Ma ricordò anche che la luce azzurra l'aveva portata nella stanza di Marte...e quando ella vi era entrata tutte le lance sacre al Dio della guerra avevano cominciato a vibrare...fino ad emettere un rumore così assordante da farla svenire!



VILLA ADRIANA - 914 Ab Urbe còndita.

"Maestro...!" - " Dimmi Marco" ... " Come e' possibile che Marte rivolgesse i suoi segni a delle donne..." - Osservazione lecita mio caro...ma non solo di attributi si compone il coraggio, non solo di forza si nutre la libertà...e il Dio della guerra sa quanta importanza abbia l'astuzia quando l'obbiettivo è la vittoria...". " Per questo

Aulo Postumio , dittatore di quell'anno....ascoltò Serena appena in tempo...ella , forte dell'importanza del suo sacerdozio, impose la pace fra le fazioni di Roma e lo convinse ad inviare in soccorso dell'esercito la cavalleria...infatti la legione romana e dei quiriti era schiacciata dalle truppe latine...il lago Regillo già si colorava del sangue repubblicano e i Tarquini vedevano imminente il loro ritorno al Palatino!"

"A causa di discordie interne la nostra cavalleria era tenuta lontano dal campo di battaglia, ma grazie alla forza delle parole e soprattutto al grande cuore della Vestale Maxima i nostri nemici , increduli, videro sorgere dalle retrovie e verso il lago centinaia di corazze romane! Sui loro destrieri la Res Publica sorprese la Lega Latina, e gli avversari ebbero terrore...credettero di combattere non truppe umane allo sbando, bensì uomini sostenuti dalle divinità, le quali dalle acque scure del Lago Regillo sputavano semidei in forma umana agili come cavalli guidati dai gemelli CASTOR e POLLUX !!!

Per questo caro Marco , Serena Fabia Valeria, durante il trionfo del dictator Aulo Postumio e del console superstite Tito Ebuzio Helva fu definita VIRGO REGILLA...la "vergine del lago".

" Tutto ciò corrisponde a verità maestro ? " , . " Credi Marco che io abbia bisogno di artifici o di inventare ? ".... " no certo! Ma credo però che un po d'acqua alla zuppa contribuisca alla sua durata...".

" Tutto ciò che ti ho menzionato corrisponde al vero perché vero era il cuore di quelle creature...ricordi qualche giorno fa, quando mi chiedesti di aiutarti al compito che ti aspetta ?...bene! Oggi io l'ho fatto... Console Marco Aurelio Antonino! "

" E io ti ringrazio Alessandro...anche se fortunatamente l'Augusto mio padre sembra stare meglio oggi..."

" Non importa ! Quello che dovrai sempre tenere a mente ragazzo mio...quello che dovrai incidere nel tuo animo è questo!... Roma non è il marmo che ci circonda , Roma non è la spada che ti protegge e nemmeno la legge che ci regola!... Roma è il nostro cuore Marco...ovunque sarai dai ad esso un posto accanto a te...perché solo così Roma sopravvivrà....solo così tu sarai Roma! "



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