Furore/The Grapes of the Wrath 

di Enrico Pantalone

 

 

Furore/The Grapes of the Wrath, 129’, 1940

di John Ford

Cast: Henry Fonda, Jane Darwell, John Carradine

 

 

Trovo questo film illuminante, al tempo stesso umile, ottimista e pragmatico: sono i capisaldi del New Deal voluto da Roosevelt, una sterzata d’energia che incita alla solidarietà ed al buon senso dell’americano rurale di quei tempi, non è più l’uomo di frontiera con il fucile tra le mani, ma accorre ancora se si tratta d’aiutare il vicino, magari più sfortunato di lui.

Questo film è un “on the road” prima maniera, la storia viene vissuta attraverso il viaggio su d’un vecchio camion scassato che trasporta un’intera famiglia “allargata” a conoscenti, tutti vittime della grande depressione economica degli anni trenta del secol scorso.

Girovagando per le strade che dall’Oklahoma si dirigono verso la ricca California nella speranza ottimistica di trovare serenità, lavoro e giustizia sociale: una ricerca dunque delle migliori tradizioni americane, come i vecchi antenati che conquistarono l’ovest con cavalli e cani, questa nuova generazione riscopre percorsi e vita apparentemente dimenticata.

John Ford, figlio d’emigranti irlandesi, non risparmia nulla allo spettatore, uccisioni da parte di sceriffi o vigilantes assunti dai ricchi proprietari per salvaguardare raccolti o bestiame, nessuna legge che rispetti il lavoratore, si diventa crumiri per poter sfamare la famiglia e la paga è una miseria, ma si trova sempre il lato positivo: Mamma Joad (splendida l’interpretazione da parte di una grandissima attrice come Jane Darwell) rappresenta in questo caso la grande forza dell’America, il suo cuore, non si lamenta mai, lavora instancabilmente, cura la famiglia, ha una buona parola per tutti, ha poco, ma distribuisce con equità ed invita i figli a dividere le poche cose ed il magro pasto con i figli degli scioperanti, dal volto smunto ed attonito che divorano il mezzo piatto di fagioli come se mangiassero il più prelibato dei cibi.

Mamma Joad non dimentica di dare la lezione morale alla sua famiglia, un piatto di minestra con patate e qualche pezzetto di carne diventa la virtù, un regalo dal cielo che ognuno deve meritarsi.

Nonostante le molte vicissitudini e la perdita di qualche componente lungo la strada colma di difficoltà, la famiglia arriva nei campi gestiti dalla autorità statali alla fine del viaggio, dove trova rispetto, umanità, lavoro ed un giusta paga, il sogno s’è avverato, nonostante il protagonista Tom Toad, un Henry Fonda fantastico che dimostra con la sua interpretazione cos’era un uomo senza lavoro a quei tempi, debba scappare perché perseguito da una condanna sospesa.

Ancora una volta sarà Mamma Joad ad affermare che ci saranno tempi migliori per ritornare a stare tutti insieme come prima.

L’impatto del film sull’intera classe medio-alta della nazione americana fu come un pugno diretto allo stomaco, molti non sapevano nemmeno dell’esistenza di queste problematiche tipiche degli stati centro-meridionali, diverse leggi a favore di questa gente furono approvate in pochi mesi, l’America sana, quella costruita sul lavoro e sulla gente non poteva tollerare questo stato di cose, ma di li a poco con lo scoppio della guerra il problema fu superato in altra maniera.

Davvero un grande film per una grande nazione. 

 

 

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