GLI STUDI SEMITICI      di Elisa Caimi

 

 

Gli studi semitici nascono per la prima volta nel 1800.

Da questa data vediamo sorgere alcune teorie in base alle quali potevano essere studiate le lingue semitiche.

La prima teoria fu quella della Stammbaum Teorie, sviluppata da Shleicher (con supporto di Darwin e di Hegel) attorno al 1820 circa. Questa era una teoria genealogica, secondo la quale ogni lingua seguiva un percorso di nascita, sviluppo e morte.

Successivamente comparvero i neogrammatici, che sostenevano che non poteva esistere una successione genealogica tra le lingue bensi’ andavano comparate per stabilirne i vari influssi. Questa teoria nacque attorno al 1870/1880 e fu chiamata Wellen Teorie.

Questo fu il filone piu’ seguito per tutto l’800, tanto che Wright a Cambridge insegnera’ lo studio comparato delle lingue semitiche.

Con il 1900 non si fecero nuovi passi in avanti: l’unico fattore degno di nota e’ un’attenzione all’inserimento delle lingue semitiche in un contesto storico.

Ci saranno dunque opere piu’ storico/letterarie che non tecniche, come quelle precedentemente scritte da Wright (nel 1890, uno studio sulla linguistica semitica) e da Brokelmann.

La nota positiva di queste opere fu l’indagine ad ampio spettro, tramite comparazione, di queste lingue.. cosa che non fu mai piu’ fatta con la successiva creazione di singoli libri su ogni lingua semitica (che servono a ben poco).

L’unico che tento’ di fare un’opera di comparazione tra le lingue dopo Wright fu lo Zimmern (che studio’ le lingue semitiche comparandole alle camitiche).

Inizialmente, come approccio alle lingue semitiche, gli studiosi tentavano di capire se esistesse una lingua semitica alla base di tutte e quale questa potesse essere.

Secondo le teorie di Brokelmann, questa lingua poteva combaciare con l’arabo classico, dal quale poi si sarebbe staccato un ceppo linguistico di semitico nord-occidentale insieme all’Accadico.

Rabin smentira’ questa credenza individuando in Siria una zona innovatrice per la formazione delle lingue semitiche.

 

Che obiettivi si pone oggi la filologia semitica?

La filologia semitica oggi tende a convogliare gli studi in due questioni principali:

-         Classificazione interna del semitico.

-         Rapporto tra lingue semitiche e camitiche.

Per quanto riguarda la classificazione interna delle lingue semitiche, si sono scoperte nuove lingue semitiche che non sono facilmente collocabili nell’elenco di Brokelmann, indicando appunto l’inesattezza di quest’ultimo.

Per quanto riguarda i rapporti tra lingue Semitiche e Camitiche, sappiamo che in qualche modo una doveva avere influssi sull’altra, ma non sappiamo ancora in che misura. Forse sono addirittura gruppi a se stanti con qualche somiglianza comune o le lingue camitiche forse potrebbero essere lingue africane che hanno avuto contatti con le lingue semitiche ricevendone degli influssi.

Altro punto sottolineato dagli studi semitici e’ la possibile provenienza delle lingue dall’Asia.

Secondo gli studi, infatti, nell’epoca neolitica si sarebbero sviluppate delle lingue in Asia che sarebbero state diffuse poi in due diramazioni: una verso l’Europa e l’altra in Africa.

In Africa si dividono ancora in due ulteriori diramazioni.. ossia una che interessa la costa del Mediterraneo, l’altra che si estende per il corso del Nilo.

Da cio’ si deduce che in ogni caso le lingue semitiche avrebbero avuto comunque un sostrato asiatico di base.

Le lingue semitiche avranno dunque un sostrato asiatico che si mescola ad uno strato proprio di ciascuna popolazione che lo assimila, diversa a sua volta da altre, che avranno influito l’una con l’altra.

Da notare e’ come potrebbe essersi verificata una stratificazione linguistica, con movimenti di flussi linguistici ripetuti piu’ e piu’ volte.

Levato dunque il teorema dell’albero genealogico e avendo sottolineato l’importanza della comparazione tra lingue, si e’ tentato di fare un paragone tra le lingue semitiche e quelle di ceppo indoeuropeo. Questo non e’ stato possibile a causa delle notevoli differenze tra il ceppo semitico e quello indoeuropeo. Per l’indoeuropeo c’e’ infatti una protolingua e non si puo’ sapere se cio’ che e’ accaduto all’impero romano  e’ successo storicamente anche all’impero Arabo (la storia abbiamo visto che e’ importantissima per comprendere lo sviluppo di una lingua contestualizzandola…)

La comparazione linguistica mirera’ dunque a riconoscere i rapporti sempre diversi tra le lingue semitiche (nel loro contesto storico; non si sarebbe mai capito senza un’analisi storica ad esempio come Amorreo e Aramaico si diffusero in Siria, se non sapessimo di un vuoto politico che lo permise, come non sapremmo come si sia arabizzato il semitico meridionale se non sapessimo degli spostamenti dei beduini).

Bisognera’ inoltre analizzare il semitico in corrispondenza del camitico per capire se l’egiziano e’ realmente camitico o no.

 

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