IL LEONE DI
HAMADAN: CIO’ CHE RESTA DELL’AMORE E DEL DOLORE DI UN
RE di Emanuela Cardarelli
Hamadan, ovvero l’antica Ecbatana
Hamadan è una città dell’Iran, capitale
dell’omonima provincia e situata all’incirca a
Si tratta di una
città molto antica, fondata intorno al
Oltre ad essere
famosa per la produzione di pregiati tappeti persiani, Hamadan
è anche meta di moltissimi turisti. Nella città infatti,
si trovano luoghi e monumenti famosi, come la tomba dello scienziato Avicenna, la tomba dello scrittore Baba
Taher, il mausoleo di Esther
e Mordecai
A dire la verità, a causa del tempo e delle intemperie, la
somiglianza con un leone non si nota molto… Il blocco di pietra è lungo 2,5 mt, largo 1,50 e alto 1,20. Nel 931 d. C. Mardaviz ibn Ziyar
(re della dinastia degli ziyaridi), conquistò la
città e tentò di trasportare il Leone a Rey (vicino l’odierna
Teheran). Non vi riuscì e nell’operazione una delle zampe si ruppe. Il Leone
così giacque su un fianco fino al 1949, quando venne
posto su un piedistallo in granito e trasportato all’interno del parco.
Per molto tempo si
è creduto che fosse opera dei Parti: in quel periodo, infatti, si trovava
vicino la porta della città, che per questo motivo veniva
chiamata Porta del Leone.
Tuttavia, oggi
numerosi storici (e anche l’Organizzazione per
Ma quale importante macedone morì nell’antica Ecbatana?
Alla fine di
novembre del
La natura dell’affare
L’Amore, si sa, è
la forza che fa muovere il mondo e decide molti comportamenti umani.
Non stupisce quindi
che gli storici e i biografi abbiano sempre dedicato molta attenzione al ruolo
svolto da mogli, amanti, compagne, concubine o muse ispiratrici nella vita di
personaggi importanti, uomini di stato, artisti, scienziati...
Se però l’oggetto
dell’amore dell’importante personaggio era un uomo, gli storici e i biografi
preferivano passare la cosa sotto silenzio. Nel caso in cui la relazione era
così importante da non poter essere taciuta, l’amante veniva
allora definito “amico d’infanzia, amico fraterno, discepolo devoto,
consigliere intimo” e così via.
Le cose hanno
iniziato a cambiare un po’ negli anni ’70 (dopo i moti di Stonewall),
ed è in questo periodo che gli storici hanno cominciato ad
interessarsi un po’ più seriamente alla “natura dell’affare” tra Alessandro Magno
ed Efestione, non fosse altro che per ristabilire la
verità dei fatti.
Oggi sembra ormai appurato
che tra i due non vi fu solo una profonda amicizia, ma anche un legame d’amore.
Ovviamente non tutti accettano la cosa, e c’è ancora chi storce il naso
all’idea che un grande condottiero come Alessandro Magno potesse essere
bisessuale (per usare un termine moderno). Ricordiamo, ad esempio, che quando
si sparse la voce che Oliver Stone stava girando un film che appunto mostrava un Alessandro bisessuale, un gruppo di avvocati greci
risiedenti negli USA minacciò addirittura di fargli causa!
A giustificazione
degli scettici, va detto che nessuna delle maggiori fonti antiche su Alessandro
(Arriano, Curzio Rufo e
Plutarco) dice chiaramente che i due fossero “amanti” (sempre per usare un
termine moderno), mentre le fonti che lo dicono non sono giudicate attendibili
da tutti gli storici. Le prove che abbiamo, quindi, sono solo circostanziali.
Tuttavia, una volta
ristabilita la verità dei fatti, al povero Efestione
le cose non andarono meglio, in quanto gli storici
tendevano a liquidarlo semplicemente come un “favorito” del re, che aveva fatto
carriera solo perché era (o era stato) il suo amante. Le stesse manifestazioni
di dolore di Alessandro dopo la sua morte (dolore che, come vedremo, lo portò ad organizzare il funerale più caro della storia) vennero
viste più che altro come i deliri di un pazzo ormai prossimo alla fine dei suoi
giorni.
A confondere le
cose contribuì anche lo stesso film di Stone, che, se dal punto di vista dei
meri fatti storici risulta abbastanza attendibile, lo
è forse un po’ meno per quello che riguarda la psicologia e la personalità dei
personaggi, e probabilmente quello che ne esce peggio è proprio Efestione.
Cerchiamo dunque di
chiarire un po’ le cose.
Com’è noto, nella
Grecia classica i rapporti omosessuali erano più o meno
comuni. Essi avvenivano tra un adulto libero (chiamato erastès)
che aveva il ruolo attivo, e un giovane (chiamato eròmenos),
che invece era il partner passivo. Questi rapporti non solo
erano ben visti, ma erano parte integrante di quella che era conosciuta come paideia, cioè
l’educazione di un giovane dalla fanciullezza all’età adulta. L’erastès non era solo un
amante, ma anche un mentore, un “maestro” che aveva il compito di scortare il
giovane verso la scoperta della sua virilità e del suo posto nella società.
La relazione doveva
pertanto rispettare un preciso codice di regole e durava finché il giovane
entrava nell’età adulta (in genere quando iniziava a spuntargli la barba). Le
relazioni tra due uomini adulti non erano ben viste, dato che per un uomo
adulto avere il ruolo passivo era ritenuto disonorevole, poiché significava
“comportarsi da donna”. In quell’epoca, infatti, non era importante tanto con
chi andavi, ma che ruolo avevi.
Questo modello però
era in realtà più che altro un modello ateniese, e dunque non è detto che venisse rispettato in tutta
Anche in Macedonia
le relazioni tra coetanei erano ammesse, se non altro tra adolescenti, anche
se, nel caso in cui vi fosse stata anche una leggera differenza d’età, si
tendeva a ripetere il modello erastès/eròmenos. Curzio Rufo ci dice
(3.12.16) che Alessandro ed Efestione avevano all’incirca la stessa età, anche se sembrerebbe che Efestione avesse un anno o due più di Alessandro. Di
conseguenza, in teoria, Efestione avrebbe dovuto
essere l’erastès e Alessandro l’eròmenos, ma Alessandro era
di status sociale più alto di Efestione, per cui
probabilmente su quest’argomento non sapremo mai come stavano le cose, anche
perché poi ognuno in camera sua faceva ciò che voleva.
Nel film
“Alexander” suscitò molta ironia la frase secondo cui Alessandro non fu mai
sconfitto, se non dalle cosce di Efestione. Ebbene,
questa frase si ritrova pari pari
nella biografia di Alessandro scritta dallo storico Robin Lane Fox (che
collaborò con Stone alla sceneggiatura) e proviene da una lettera (la 24) del
filosofo cinico Diogene indirizzata ad Alessandro. A tutt’oggi non si sa se
questa lettera sia autentica o no, tuttavia vale la pena citarla. Il passo
recita “Se desideri essere bello e buono, getta via la
tua corona e vieni con noi. Ma non puoi farlo, perché sei
tenuto stretto dalle cosce di Efestione”.
Può essere
interessante notare che, nel caso in cui Efestione
fosse stato l’erastès (cioè il partner attivo),
Alessandro ha assunto il suolo di eròmenos solo con
lui, e ciò spiegherebbe l’unicità del loro legame.
Detto ciò, sapere
che “ruoli” avessero è certamente la cosa meno importante.
Ingresso di
Alessandro a Babilonia, di Charles Le Brun, 1665 (Efestione è la figura al centro col mantello rosso)
C’è poi un’altra
questione un po’ pruriginosa che ha fatto dibattere gli storici. Dando per
assodato che tra Alessandro ed Efestione ci sia stata
una relazione di tipo fisico, per quanto tempo è durata? Alcuni sostengono che
terminò quando Alessandro, a 23 anni, prese un’amante
(Barsine, che pare fu la sua prima donna), mentre altri
(come Robin Lane Fox) sostengono che al momento della morte di Efestione, i due fossero ancora “amanti” nel senso classico
del termine.
La verità
ovviamente non la sapremo mai, e tuttavia anche questo punto non è importante, in quanto l’aspetto fisico non era sicuramente il focus di
questa relazione. La “philia” greca indicava un tipo
di amicizia molto intensa, che noi moderni abbiamo
difficoltà a comprendere. In una società come quella greca, in cui il desiderio
omoerotico era liberamente espresso, un’amicizia
molto intensa poteva avere anche un’espressione fisica, anche se magari tale espressione non era la parte più importante del
rapporto, o non era la sua caratteristica principale. Anzi, probabilmente, nel
caso di Alessandro ed Efestione, data l’intensità
della loro relazione, il grado di intimità e di
“fusione” dato dal semplice rapporto fisico non era neanche sufficiente.
Di conseguenza, il
termine “amante” è inappropriato, dato che non comprende
tutte le sfaccettature del loro legame. Forse il termine più adatto per Efestione è quello coniato da Alessandro stesso, cioè “philalexandros”.
“Omnium amicorum carissimus”
I due molto
probabilmente si
conobbero verso i 13/14 anni e furono educati insieme a Mieza
dal filosofo Aristotele. Come già detto, non vi sono prove certe circa la loro
relazione in questo periodo, tuttavia Andrew Michael Chugg,
nel suo libro “Alexander’s Lovers”
ritiene di aver trovato un indizio che negli anni adolescenziali Alessandro
avesse comunque una relazione in corso. Alcune fonti (come ad esempio Plutarco)
dicono che quando Alessandro era adolescente la madre Olimpiade gli mandò in
camera una ragazza affinché passasse la notte con lui, ma lui la rimandò
indietro (Plutarco spiega che la rimandò indietro
perché lei gli disse di essere sposata). Sempre Plutarco dice che Alessandro
ebbe la sua prima relazione con una donna (la già citata Barsine)
a 23 anni, e solo perché “incoraggiato” da un anziano
generale, Parmenione, preoccupato che appunto fino a
quel momento non fosse stato con delle donne e soprattutto per il fatto che non
avesse eredi. Di conseguenza Chugg ritiene che questo
scarso interesse di Alessandro verso le donne negli anni giovanili fosse dovuto
al fatto che aveva già una relazione che lo soddisfaceva pienamente.
Lo storico Luciano,
inoltre, scrive che Filippo (il padre di Alessandro) era molto preoccupato per
l’eccessivo affetto del figlio verso Efestione.
Nel film, viene presentata una situazione simile quando Olimpiade
cerca di convincere Alessandro a sposarsi e a fare un figlio, e gli dice che le
ragazze della corte sostengono che lui preferisca Efestione
a loro.
La prima comparsa
di Efestione nelle fonti più autorevoli si ha quando
Alessandro visitò Troia, nel maggio del
Comunque sia,
all’epoca la relazione tra Achille e Patroclo era
nota per essere di tipo sessuale, per cui se questo episodio fosse vero
vorrebbe dire che anche quella tra Alessandro ed Efestione
lo era, e Alessandro non aveva problemi a farlo sapere.
Un episodio molto
famoso (ma anche sull’autenticità di questo vi sono dei dubbi) avviene dopo la
battaglia di Isso (
Anche questa scena
è presente nel film, solo che, poiché i due personaggi non sono vestiti allo
stesso modo e Efestione non
è più alto di Alessandro, non si capisce bene come mai la regina si sia sbagliata.
Inoltre qui al posto della regina madre vi è la figlia di Dario, Statira, che all’epoca dei fatti doveva essere ancora una
ragazzina.
La famiglia di
Dario ai piedi di Alessandro, di Charles Le Brun,
1660 (Efestione è la figura col mantello rosso)
L’episodio che gli
storici tendono a considerare la prova più importante circa una relazione tra i
due è un passaggio di Curzio Rufo (7.9.19), in cui viene stabilito un paragone tra un giovane favorito di
Alessandro e lo stesso Efestione.
“Euxenippo era
ancora molto giovane ed un favorito [di Alessandro]
poiché era nel fiore degli anni, ma, sebbene eguagliasse Efestione
nella bellezza delle forme, non era paragonabile a lui per fascino, in quanto
non era molto virile”.
Il passaggio
acquista senso se lo consideriamo un paragone tra due “favoriti” del sovrano,
ed Efestione risulta il
vincitore proprio per via della sua “virilità” (Andrew Chugg
inoltre ritiene che Euxenippo potrebbe essere in
realtà l’eunuco Bagoa).
L’altro episodio
che indica senza ombra di dubbio il profondo legame
tra i due fu proprio la morte di Efestione, sulla
quale torneremo più avanti.
Sono però numerosi
nelle fonti antiche i passaggi e gli episodi che testimoniano l’affetto che
correva tra i due.
Curzio Rufo (X, 3, 16):
“Efestione era il
più caro tra gli amici del Re, era cresciuto con lui e conosceva tutti i suoi
segreti. Nessuno aveva il diritto, come aveva lui, di dare i suoi consigli al
Re, ma usava questa libertà come se fosse un permesso del Re, non un suo
diritto. Avevano la stessa età, ma Efestione
era più bello del Re”.
Plutarco (Vita di
Alessandro, 39.5):
“ Olimpiade scriveva spesso [ad Alessandro],
ma Alessandro teneva le sue lettere segrete, tranne una volta quando Efestione, come sua abitudine, leggeva una lettera che era
stata aperta: il re non gli impedì di leggerla, ma si tolse l’anello dal dito e
applicò il suo sigillo sulle labbra di Efestione”. (questa scena si
ritrova anche nel film).
Sia Diodoro Siculo (XVII, 114, 1-5) che Plutarco (Vita di
Alessandro 47 e Moralia,
1811) scrivono che un giorno uno dei Compagni di Alessandro gli fece notare che
Cratero (uno dei suoi generali più fidati) lo amava
tanto quanto Efestione, ma Alessandro rispose che Cratero amava il re (philobasileus),
mentre Efestione amava Alessandro (philalexandros).
Prima
dell’invasione dell’India e dell’attraversamento dell’Hindu Kush, Alessandro nominò Efestione chiliarca, vale a dire
secondo in comando direttamente dopo il re. Alessandro lo aveva sempre
considerato il suo alter ego e grazie a questa carica lo diventava
a tutti gli effetti. Il suo compito sarebbe stato quello di occuparsi degli
affari giornalieri relativi alla gestione del vasto impero, mentre Alessandro
si sarebbe concentrato su progetti più a lungo termine (in quel periodo stava
organizzando l’invasione dell’Arabia). Sembra che essi venissero
visti anche dagli altri come una sorta di “duo al potere”, poiché ad esempio Aristobulo scrive al fratello di avere paura di Alessandro ed Efestione.
Oggi vi sono ancora
storici che considerano Efestione un incompetente o
un semplice “yes-man”. Altri invece ritengono che non fosse un grande leader
militare, e che Alessandro lo tenesse lontano da compiti importanti in
battaglia (senza considerare il fatto che sicuramente Alessandro
non era così sciocco o accecato dall’amore da circondarsi da uomini incapaci
che avrebbero potuto complicare i suoi piani di conquista).
In realtà,
Alessandro lo utilizzò spesso in missioni (anche diplomatiche) di grande
responsabilità. Egli, infatti, doveva spesso dividere le sue forze, e il
comando veniva dato di volta in volta a diversi
ufficiali. Sembra che Efestione venisse
scelto soprattutto quando la situazione poteva rivelarsi complessa, e dunque
Alessandro aveva bisogno di qualcuno che avrebbe fatto esattamente ciò che
avrebbe fatto lui stesso, senza bisogno di istruzioni.
La prima menzione
circa la sua carriera risale alla battaglia di Isso (
In seguito, dopo
l’assedio di Tiro, Alessandro gli affidò la sua flotta affinché la portasse a
Gaza, mentre lui procedeva via terra.
Nel 330 Efestione si occupò personalmente
del processo e della condanna di Filota, uno degli
ufficiali di Alessandro e suo amico dai tempi di Mieza,
che era al centro di una congiura.
Filota era comandante della cavalleria, e dopo la
sua morte questa carica venne data ad Efestione e a Clito
congiuntamente.
Al momento di
dirigersi in India, Alessandro divise le sue forze affidando ad
Efestione il corpo principale dell’esercito che
doveva attraversare l’Indo. Riuscì anche a conquistare alcuni regni indiani,
tanto che Curzio Rufo scrive che “conquistò una buona
parte dell’India” (8.14.15) e in seguito Alessandro si complimentò con lui per
i suoi successi.
Efestione aveva guidato gruppi dell’esercito anche in
Battriana e in Sogdiana, e
svolse un ruolo centrale nella riconciliazione con l’aristocrazia persiana dopo
la morte di Dario.
Inoltre, a riprova
del fatto che si trattava di una persona intelligente e brillante, corrispose per
tutta la sua breve vita con due grandi filosofi, Aristotele e Senocrate, ma purtroppo gli epistolari non sono giunti sino
a noi. Avrebbero certamente potuto dirci moltissimo sulla sua personalità e il
suo carattere.
L’alta considerazione
che Alessandro aveva per il suo amico si evidenzia nella primavera del
Le nozze di Susa (da una stampa del XIX sec). Al
centro Alessandro e Statira, a sinistra Efestione e Dripetide.
Secondo lo storico Arriano (7.4.4-5) Alessandro avrebbe
detto di desiderare che i suoi figli e quelli di Efestione
fossero cugini. Inoltre, grazie a questo matrimonio Efestione
entrava a far parte della famiglia reale.
Nella stessa
occasione, venne anche decorato per il coraggio dimostrato in battaglia.
Il funerale più caro della storia
Nella primavera del
Qui, verso la fine
di novembre, Efestione si ammalò. Aveva la febbre, ma
dopo circa una settimana sembrò stare meglio, tanto che il medico lo lasciò
solo e lo stesso Alessandro si sentì abbastanza rassicurato da partecipare a
delle celebrazioni che erano in corso in città.
Purtroppo, proprio
in quel momento Efestione ebbe un improvviso
peggioramento. Alessandro venne mandato a chiamare, ma
al suo arrivo l’amico era già morto (dunque nel film Stone ha modificato le
cose, probabilmente per permettere al personaggio di Alessandro di elencare i
suoi progetti futuri).
L’ipotesi oggi più
accreditata è che la febbre fosse di tipo tifoideo. Plutarco dice (Vita di
Alessandro, 72.1) che, in assenza del dottore, Efestione
mangiò del pollo bollito e bevve del vino. Poiché la febbre tifoidea produce
delle ulcerazioni nell’intestino, il cibo solido deve aver perforato
l’intestino già ulcerato, generando delle emorragie interne. In questi casi, la
morte può sopraggiungere nel giro di ore.
La morte di Efestione è l’evento della vita di Alessandro trattato in
modo più esaustivo dalle fonti principali (Arriano,
Plutarco e Diodorro Siculo), proprio per il profondo
effetto che produsse sul re, e le sue reazioni sono considerate dagli storici
un’altra delle “prove” che tra i due non vi fosse una semplice amicizia (nel
senso odierno del termine), o che comunque Efestione
occupasse il centro della vita emozionale di Alessandro..
Tali reazioni scioccarono i suoi contemporanei e stupirono tutti gli
antichi commentatori, ma (come già accennato in precedenza) vennero viste con
il segno di un’incipiente follia o “melanconia”. In realtà, tutto diventa più “normale” se
paragoniamo il comportamento di Alessandro con quello di una persona che abbia
appena perso un coniuge (in fondo, i due erano vissuti praticamente
fianco a fianco per quasi 19 anni, molto più di quanto durino certi matrimoni
moderni). L’unica differenza era che Alessandro aveva il potere di far eseguire
i suoi desideri (e anche il denaro).
Dunque, stando a
quello che raccontano le fonti antiche, Alessandro restò un giorno e una notte
a piangere sul corpo dell’amico morto, finché non venne
portato via a forza. Per i due giorni seguenti restò a letto, ora lamentandosi,
ora restando muto per il dolore, senza mangiare e
senza badare ai suoi bisogni corporali. Pare anche che abbia fatto uccidere il
medico di Efestione (alcune fonti scrivono per
impiccagione, altre per crocifissione).
Arrriano scrive (VII, 16,8) che Alessandro avrebbe
detto che avrebbe preferito morire prima di Efestione
per non dover vivere dopo la sua morte, come successe anche ad Achille con Patroclo.
Quindi, il re ordinò
che un periodo di lutto venisse osservato in tutto
l’impero e bandì la musica nella città. Si tagliò i
capelli, fece tagliare anche le criniere e le code dei cavalli e fece demolire
i merli di tutte le mura della città.
Vennero quindi inviati dei messi all’oracolo di Siwa,
in modo da chiedere a Zeus in che modo fosse giusto onorare Efestione:
se come un dio o come un eroe (per gli antichi greci, un “eroe” era più o meno
l’equivalente di un santo per i cattolici).
Dopo circa un mese,
Alessandro fu in grado di lasciare Ecbatana per
Babilonia, e pare che per un tratto di strada abbia guidato lui stesso il
corteo funebre. Durante il viaggio fu raggiunto da alcuni ambasciatori
provenienti da varie città della Grecia. Ad un gruppo
di loro diede delle offerte per il dio Esculapio (il dio della medicina),
aggiungendo “Anche se Esculapio non mi ha trattato in modo gentile, non
salvando il mio Compagno, che stimavo come la mia stessa vita”. A Babilonia
giunsero in seguito i messi inviati a Siwa, i quali lo informarono che
l’oracolo aveva decretato che Efestione doveva essere
venerato come un eroe (al museo di Tessalonica è
possibile vedere una placca votiva intitolata “All’eroe Efestione”).
Fu allora che
Alessandro organizzò il funerale più costoso della storia, a cominciare dalla
costruzione di una pira funebre gigantesca, alta
A
seconda delle fonti, il
costo generale del funerale varia dai 10.000 ai 12.000 talenti, che grosso modo
equivalgono a 25 tonnellate d’oro (secondo alcune stime approssimative,
sarebbero circa 168 milioni di euro).
Inoltre, a riprova che per Alessandro Efestione
era davvero una sorta di alter ego, il giorno del funerale ordinò che tutti i
fuochi sacri nei templi venissero spenti, cosa che
veniva fatta solo quando moriva il re in persona.
Durante la primavera, inoltre, guidò una spedizione contro il popolo
montanaro dei cossei, uccidendone moltissimi come
offerta allo spirito di Efestione.
E’ stato rilevato che molte delle azioni di Alessandro dopo la morte di Efestione riecheggiano quelle di Achille dopo la morte di Patroclo: il tagliarsi i capelli, la costruzione di una
pita gigantesca, l’offerta di dodici giovani troiani in sacrificio e
l’organizzazione di giochi funebri. La cosa non deve stupire, conoscendo la
passione di Alessandro per l’Iliade e il fatto che egli si considerasse un
discendente di Achille.
A parte Alessandro, nessun altro sembrò sentire la mancanza di Efestione, ma a quanto pare, al momento della morte di
Alessandro (cioè circa 7 mesi dopo), la vedova di Efestione, Dripetide, ancora
piangeva il marito col quale era stata sposata solo pochi mesi.
Alessandro diede quindi inizio ai preparativi per la costruzione di una
serie di monumenti in onore dell’amico, uno dei quali
pare dovesse ergersi proprio ad Alessandria, sull’isola di Faro. E’ probabile
che il Leone di Hamadan venne
eretto in quest’occasione, non si sa se come monumento singolo o come parte di
un complesso più grande.
Robin Lane Fox, invece, sostiene che esso venne
costruito immediatamente dopo la morte di Efestione,
quando Alessandro si trovava ancora ad Ecbatana. I macedoni infatti avevano l’abitudine di costruire monumenti leonini
in onore di importanti personaggi morti: un esempio è il Leone di Cheronea, costruito per commemorare il Battaglione Sacro
sconfitto da Filippo il Macedone nel
Purtroppo, i grandiosi piani di Alessandro si fermarono qui, poiché alla
fine di maggio del
Con la sua morte, dunque, tutti i progetti per i monumenti ad Efestione vennero sospesi: a
nessuno ormai interessava ricordarlo. La stessa cosa avvenne per la sua
reputazione: una volta morto Alessandro, nessuno aveva più motivo di
glorificare il suo principale luogotenente o per registrare le sue gesta e
l’influenza che ebbe su Alessandro stesso. Anzi, probabilmente in vita aveva
suscitato così tante invidie che molti furono contenti che non fosse più in circolazione e fu proprio dopo la morte di
Alessandro che le voci negative su di lui iniziarono a diffondersi..
Mary Renault addirittura sostiene che si tratti di uno degli uomini più
sottovalutati della storia, dato che ancora oggi molti
storici interpretano i brevi episodi riportati dalle fonti in senso
dispregiativo, senza riconoscere i suoi meriti e considerandolo semplicemente
un favorito premiato per la sua fedeltà e per il fatto che fosse “l’amante” del
re.
Tuttavia, già il fatto che un individuo straordinario come Alessandro lo
abbia tenuto accanto a sé tutta la vita dimostra che
anche Efestione doveva essere a sua volta straordinario:
intelligente, pieno di risorse, forte e sicuro di sé e capace di comprendere la
mente e il sogno di Alessandro stesso.
Oggi dunque, quello che ci resta del dolore di un grande condottiero per
la perdita della persona amata non è un favoloso mausoleo come il Taj Mahal (fatto costruire
dall’imperatore Shah Jahan in memoria della sua moglie prediletta), ma
un grosso leone di pietra ormai consumato dal tempo, al centro di un’antica
città sulle montagne dell’Iran.
(il testo è stato
pubblicato già sul sito Qui
non è Hollywood e sul sito Tuttostoria)
Bibliografia:
Andrew Michael Chugg, Alexander’s
Lovers, Lulu Press
Robin Lane Fox, Alessandro Magno,
Einaudi Tascabili
Jeanne Reames-Zimmerman,
An Atypical affair? Alexander the Great, Hephaistion Amyntoros and the
Nature of Their Relationship,
Fonti antiche:
Arriano, Anabasi di Alessandro
Curzio Rufo, Storie di Alessandro Magno
Plutarco, Moralia; Vita di Alessandro
Diodoro Siculo, Bibliotheca historica
Webgrafia:
Hephaistion – Philalexandros, http://myweb.unomaha.edu/~mreames/Hephaistion/hephaistion.html
Pothos.org – All About Alexander the Great, http://www.pothos.org/content/index.php?page=pothos
Salamiran.org –