L’Architettura Cistercense (a cura di Marisa Uberti)

Abbiamo visto,durante le nostre ricerche,alcune tipologie architettoniche veramente particolari:quella circolare(e ottagonale),che spazia da epoche pre-romane fino ai nostri giorni,passando per un Medioevo in cui la si vorrebbe appannaggio di ordini come i Templari (che  ricalcherebbero la forma dell'Anastasis,che erano deputati a difendere); quella Romanica e Gotica,splendidamente espressa nelle Cattedrali Francesi ma non solo. Ora ci troviamo di fronte ad un'architettura,quella delle Abbazie cistercensi,che presenta aspetti diversi pur trattandosi di un'unica espressione di edilizia religiosa monastica: pur non essendo 'esperti',abbiamo notato come si trovi una  tipologia 'primitiva', caratterizzata da un'estrema semplicità strutturale e iconografica, ad una 'secondaria' (post bernardina) in cui si arricchisce di elementi gotici, di elementi e di sculture che San Bernardo non aveva mai voluto introdurre.

 Si può parlare di un'Architettura a parte,dunque,rispetto alle altre tipologie costruttive, cioè di un'Architettura cistercense

Comacini e Cistercensi:un legame plausibile?  Cistercensi e Templari sono spesso accomunati,dal momento che S.Bernardo, uno dei fondatori storici dell'Ordine Cistercense, fu il propugnatore anche della nascita dell'Ordine monastico-cavalleresco dei Poveri Cavalieri di Cristo...(Templari). In più,si aggiunga che,a nostro modo di intendere l'argomento (che va sempre più arricchendosi di dettagli utili), entrano in gioco i Maestri Comacini, maestranze attivissime nel periodo di maggior splendore sia degli uni che degli altri. Loro sono (o potrebbero, per essere corretti al massimo) gli artefici delle colonne annodate presenti in vari chiostri Cistercensi, tanto per esordire con una curiosità. 

Se i Cistercensi furono gli 'ideatori' delle colonne ofitiche, perchè allora questi manufatti sono attestati già in epoche precedenti alla loro costituzione? E perchè sarebbero presenti in contesti che nulla (apparentemente) hanno da spartire con i Cistercensi stessi? Dunque, perchè le colonne annodate nelle abbazie cistercensi? Questa è una bella domanda! Le videro in altri contesti e le vollero per i loro chiostri? Per suggellare quell'Unità che il nodo in sè stesso incarna? Suscita curiosità che si trovi scritto su alcuni opuscoli o guide che la colonna ofitica è tipica della scultura cistercense,perchè non risulta da nessuna parte che essa sia 'tipica' di quella invece! Magari fosse così,avremmo un riferimento non trascurabile! Mentre è 'tipica', se vogliamo andare a ripercorrere tutti i luoghi in cui le abbiamo censite,dell'arte Comacina. Ma cos'avevano da spartire Comacini e Cistercensi,allora? Che i primi -millenari conoscitori della pietra e dei ssuoi segreti di lavorazione- fossero in 'collegamento' con l'Ordine è per noi più che possibile,anzi probabile.Che i secondi, conoscitori di tutto lo scibile allora disponibile attraverso i manoscritti arabi, greci, latini che si riversava nei monasteri (che costituirono pertanto i più grandi depositi di cultura che la storia abbia mai avuto!) abbiano concordato una collaborazione con quelle Maestranze è anche possibile e che perfino abbiano loro trasmesso tecniche più avanzate come l'uso di macchinari, è probabile! Fino a poco tempo fa eravamo convinti che il termine Comacini fosse da attribuirsi alla loro provenienza, seppure allargata, alle aree limitrofe al lago di Como, ma oggi la nostra visione si è modificata e siamo disposti a ritenere che l'utilizzo di 'strumenti' possano averli fatti appellare così, perchè  cum machinis, cioè aventi delle macchine da lavoro è un dato tangibile,se si considera a quali monumenti siamo di fronte(non solo Abbazie ma Cattedrali).I Cistercensi dimostrano di conoscere e saper utilizzare perfettamente tali strumenti per l'erezione delle loro abbazie, senza spreco di sforzi, di denaro, di tempo, di manodopera, avevano macchine speciali per portare ad esempio  a certe altezze i materiali,etc. Le due ipotesi (da Como e utilizzatori di macchine edili)non si escludono certo a vicenda.

Da dove arrivassero tali macchinari,non è dato sapere ancora con certezza.Può essere un'ipotesi quella che tali conoscenze siano giunte in Europa con le Crociate.Studi ufficiali concordano nel sostenere che i Monaci cistercensi non disponevano di grossi marchingegni:i lavoratori spostavano le pietre con delle barelle e le appoggiavano in piatti concavi muniti di gancio.Altri lavoratori azionavano con i piedi una ruota e una carrucola;così sollevavano le pietre e i mattoni portandoli ai piani superiori. A riprova di questo,in alcune abbazie, esisterebbero ancora le fessure in cui venivano infilati i ponteggi per costruire gli alzati. Questo,a nostro modo di intendere,può essere valido per certe altezze e certe dimensioni,ma per altre?

Il collegamento Comacini/Abbazie Cistercensi non si limiterebbe,comunque,alla presenza di colonne annodate,dal momento che anch'esse sono ancora senza paternità 'ufficiale'(seppure da tutti i censimenti che stiamo raccogliendo...), ma anche alle strombature dei portali,alle sculture dei capitelli,delle colonnine dei chiostri,delle volte a crociera,ma soprattutto di simboli analoghi raccolti in contesti diversi.

"Le maestranze anomine attive nei cantieri, "fraglie",avevano poi una sigla, collegata altro alla simbologia sacra, così a Morimondo, per esempio, troviamo incisa sulla pietra dei portali laterali di accesso alla chiesa e nella sala capitolare e in altri luoghi ancora, una specie di doppia croce. Dato che troviamo questa sigla ripetuta anche in epoche differenti, è possibile che abbia anche un carattere simbolico esclusivo della spiritualità dell'Abbazia;elementi in pietre incisi si trovano anche in altre costruzioni medievali e sono state interpretate in vario modo" (  per quest'ultimo punto vedasi S.Bandera "Aspetti tecnici delle costruzioni:il cotto,la pietra,gli strumenti e gli elementi architettonici" pag.122, op.cit.).

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(foto di M.Uberti,Morimondo:particolare dello stipite sinistro della porta che dà accesso alla chiesa,dal chiostro)

 

)- L'influenza di San Bernardo sull'architettura cistercense

Abbiamo trovato particolarmente stimolante lo studio della dott.ssa Sandrina Bandera, della Soprintendenza di Milano, che in vari capitoli contenuti nella sua monografia 'Da Citeaux nasce la Nuova Europa' ripercorre i punti chiave di questa tematica,che cerchiamo di riproporre in sintesi.

Nell'esaminare l'architettura cistercense, gli studiosi hanno messo in rilievo la personalità diretta dell'ascetico Bernardo per l'elaborazione di un progetto pilota, il (piano Bernardino) all'origine del quale sarebbe l'esistenza di "cantieri scuola", ossia luoghi e laboratori dove questi progetti venivano insegnati ai monaci, che se ne appropriavano per insegnarli e farli conoscere negli aspetti tecnici, poi nelle abbazie di nuova fondazione.Sappiamo per esempio che il fratello di San Bernardo,Gerard,maneggiava con abilità la cazzuola e che a CLAIRVAUX  esisteva un monaco,Robert, che nel 1142 fu invitato a  dirigere i lavori di una nuova costruzione cistercense in Irlanda e che il maestro dei novizi di Clairvaux, Achard, fu invitato a presiedere i lavori di una nuova costruzione a HIMMEROD in RENANIA. Geoffroy d'Aigny, monaco di CLAIRVAUX,a partire dal 1135 diresse i lavori di Fountains in Inghilterra.

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Nella foto:costruzione di un'abbazia da parte dei monaci cistercensi(dipinto su legno,Abbazia di Maulbronn-Wurtemberg)

Si è anche riscontrato come i monaci nell'esportare questo programma di lavoro fossero comunque in grado di adattarsi ai sistemi locali e tradizionali di costruzione. La particolare armonia delle architetture cistercensi,dovuta a un ordine e a una proporzione non casuale, inoltre, è il raffinato risultato di una progettazione basata sul principio del modulo usato secondo un calcolo matematico che condiziona le varie parti di un edificio, così che ogni dimensione, ogni distanza e ogni parte di un'abbazia, sono effetti di un sistema razionale e mai arbitrario.

La Chiesa cistercense spicca per il rigore del suo reticolo e per la costruzione modulare che pertanto sviluppa una visione sintetica. Il rapporto costruttivo è quello armonico del quadrato  1:1oppure 1:2, che regola non solo  la divisione in pianta, ma anche quella dell'alzato in consonanza con i rapporti numerici della Gerusalemme Celeste descritta nel Libro dell'Apocalisse. 

Questo tipo di pianta cistercense, caratterizzata da abside e cappelle rettangolari, risulta essere stata adottata quasi senza eccezioni nel periodo in cui  San Bernardo era in vita, mentre sembra che nella seconda metà del XII secolo abbia subìto alcune modifiche. 

Ma i caratteri sostanziali delle costruzioni cistercense  vanno rintracciati in un certo senso soprattutto in aspetti più raffinati e più sottili, ravvisabili nella semplicità delle parti, nella loro distribuzione logica, nella perfezione dell'esecuzione, nell'uso di materiali selezionati e nell'austerità del decoro.

Dove la situazione del terreno lo permetteva, i complessi abbaziali cistercensi, seguivano una tipologia omogenea: i complessi ruotano infatti compatti intorno alla forma quadrata del chiostro, il cui il lato settentrionale è costituito dalla Chiesa, accanto alla quale sono edificati, in senso orario, una serie di ambienti collegati tra loro adibiti ai vari servizi della vita comunitaria. Il proposito di San Bernardo e infatti è quello di realizzare una specie di Gerusalemme Celeste,una città misurata, dove l'anima cristiana è considerata il Tempio e la casa di Dio.

La Creazione 

I Cistercensi pare che seguissero un ordine divino per creare il loro complesso monastico:si canalizzavano le acque stagnanti così che la terra si asciugasse;la si livellava e fissando con la corda le dimensioni del complesso monastico,si orientava la chiesa e gli altri edifici con la luce dell'alba. Si mettevano a coltura i prati,si piantavano alberi da frutto,verdure e fiori,abbandonando il disprezzo per il lavoro manuale e agricolo a cui si dava valore,al pari della preghiera.

(CONTINUA -fine parte prima)

Bibliografia e immagine 2:

S. Bandera "Da Citeaux nasce la nuova Europa", Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo,1996

 

 

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