Sintesi di un glorioso passato: i Camuni e i contatti con altri popoli

di Marisa Uberti

 

 

 

Prime scoperte

 

L'esplorazione della Valcamonica iniziò nel 1908, ad opera del professor Gualtiero Laeng di Brescia, che identificò il primo masso di Cemmo,che la gente chiamava ‘la preda dei pitoti’,espressione dialettale che ha significato di ‘pietra dei burattini’,poiché a livello popolare vi si ritenevano essere incisi degli ‘ometti stilizzati’in grande quantità.Le sue scoperte però passarono inosservate,anche se egli aveva ben compreso l’antichità di quella forma artistica e ne aveva curato una pubblicazione. Si dovette attendere il 1929,quando Graziosi e Marro decisero di approfondire lo studio del ‘masso dei pitoti’,e nel 1930 Marro scoprì un secondo masso inciso.Da allora altri  ricercatori si misero a fare indagini:R.Battaglia, F.Altheim, E.Suss; E.Anati; M.Mirabella Roberti; A.Priuli ed altri. Attualmente si conoscono oltre 1000 rocce istoriate e 300.000 figure che coprono un arco di tempo che va dall’ Epi-paleolitico al Medio Evo avanzato. Quello che caratterizza la cultura che qui si era stanziata, è la mentalità di incisione, che perdura per millenni.

La Valcamonica è sita 80 km. in linea d'aria a oriente di Como, parte dal lago d'Iseo, risale il corso dell'Oglio fino al Tonale (1884 m.s.m.) da cui si prosegue verso Bormio e Bolzano. Da questa strada, molto fortificata durante tutti i secoli ed aspramente contesa, passò l'imperatore Barbarossa.

 

Cronologia ufficiale

 

L'incisione rupestre viene definita come un sistema di "scrittura ideografica capace di codificare, secondo canoni di un codice non strettamente univoco, una grande quantità di concetti rendendoli accessibili nella loro sostanza alle generazioni future". L'arte rupestre, che ha  come supporto una superficie rocciosa, si è sviluppata in ogni parte del globo; è una delle manifestazioni artistiche più antiche che l'uomo ha utilizzato per esprimersi (le espressioni più remote di quest'arte risalgono al Paleolitico Superiore). La roccia utilizzata è l'arenaria, che si è formata 250 milioni di anni fa; è stata modellata dall' erosione dei ghiacciai e si presenta compatta, difficilmente attaccabile dagli agenti atmosferici e dai licheni.

E’ ormai classicamente riconosciuto un periodo proto-Camuno, che va dall'8000 al 5500 a.C., caratterizzato da una scarsità di petroglifi figurativi, con abbondanza di figure animali (soprattutto l’alce) e scene di caccia; un secondo periodo Camuno, che va dal 5500 al 3.200  a.C., in cui c'è un cambiamento nei petroglifi, che sono quasi ideogrammi,e che coincide con il diffondersi dell'agricoltura; compaiono anche simboli astronomici; un terzo periodo Camuno, che va dal 3200 al 1200 a.C.,con crescenti riferimenti astronomici; un quarto periodo Camuno che va dal 1200 a.C. alla conquista romana(in detto periodo si potrebbe collocare il contatto con la cultura celtica).Un periodo post camuno, con le prime tracce di scrittura (generalmente redatte in un alfabeto nord - etrusco).A Mezzarro (località Lazaret, presso Breno), secondo gli archeologi si troverebbe una delle più antiche rappresentazioni rupestri Camune, databile al 13.000 a.C., in periodo Paleolitico.

Schematicamente si riconoscono quattro periodi importanti per lo sviluppo della cultura Camuna, che  -ad un certo punto della propria storia-si intreccia con quella Celtica:

 

-età del Bronzo(II millennio a.C.)

-età del Ferro (con il periodo celtico)

-romanizzazione

-segmenti fino al medioevo

 

Contatti

Prima di occuparci dei contatti stabiliti  dai Camuni, anzitutto dobbiamo capire  chi fossero costoro. Non è ancora del tutto  chiarito il quadro evolutivo culturale delle popolazioni che qui furono stanziate. Il geografo Strabone li cita  brevemente nel libro quarto del “De Geographia”e affibbia loro una stirpe retica. Camunni è il termine con cui li ritroviamo in alcuni testi di autori classici latini.

In questa breve ricerca si cerca di mettere in evidenza come la cultura camuna si sia potuta in qualche modo intrecciare con altre culture,soprattutto con quella Celtica, essendo quest'ultima  attestata dalla fine dell'età del bronzo e per tutta l'età del ferro in Europa, compresa la zona di insediamento camuno.  Quando l’area venne conquistata da Augusto,e divenne una Provincia Romana,l’imperatore ci lasciò una testimonianza (1) che celebrava le vittorie sulle popolazioni alpine e da essa veniamo a sapere che esistevano 45 gentes Alpinae devictae; il secondo nome di tali gentes era Camunni (latinizzato).

Si ritiene che verso la fine dell’Età del Bronzo, la cultura dei Camuni subisca l’influenza della civiltà dei Campi di Urne(2), che fa capo ad una popolazione insediatasi nell’area dell’Europa centrale,dalla quale alcuni fanno derivare quella Celtica(e altri popoli denominati ‘Indoeuropei’). Di questo ‘contatto’ potrebbe essere un fattore determinante che, alla pratica dell’inumazione, venne sostituita l’incinerazione. Si possono osservare infatti  incisioni rupestri in cui le urne vengono portate in processione, frequentemente  su un tipico carro funerario usato in tutta Europa nel primo millennio a.C.: dalla cultura di Halstatt all’ Alto Adige, dalla Germania, dall'Austria, all’Ungheria, allala Polonia, al Portogallo, al sud della Spagna, dove resti materiali di carri funebri identici a quelli rappresentati nei graffiti della Valcamonica vennero scoperti in tombe di capi e di guerrieri.

Come vedremo in seguito,vennero in contatto con la cultura di Halstatt(‘cellula generatrice dei Celti storici’?),che dall’VIII secolo a.C conosce un periodo di fioritura di circa tre secoli; i Camuni, inoltre, intrattennero relazioni con la civiltà Villanoviana e con quella Etrusca, oltre che con gruppi sparsi che dovevano allora popolare le varie zone dell’Italia centro-settentrionale.

Un riferimento a parte merita sicuramente l’influenza Celtica sulla cultura Camuna, che è certa a partire dalla tarda Età del Ferro,poiché è in questo periodo che cambiano i concetti rappresentati nelle incisioni rupestri,segno che la cultura che li ha generati subì un profondo mutamento,venendo assorbita da quella Celtica,di cui mutuò molte divinità,simboli,rituali;l’uso continuato della guerra (a partire dall’influenza Etrusca)introdusse,nel 600 a.C. circa, delle modificazioni sociali irreversibili; probabilmente anche il linguaggio. ‘Fusione’ che si era talmente radicata da non permettere ai Romani,quando vi giunsero, di operare una distinzione tra Celti e popolazioni Camune, le quali -per quanto sappiamo-erano attestate da millenni in detta area. Resta da capire un fatto non trascurabile che può essere così sintetizzato:i Camuni erano venuti in contatto con la civiltà dei Campi di Urne in un periodo compreso tra la fine del II e l’inizio del I millennio a.C.(tra il 1250 e il 1000,grosso modo), quindi la loro ‘trasformazione culturale’si dovrebbe datare a quel periodo. Oppure - ipotesi che affascina molti studiosi- i Camuni stessi erano provenienti da una matrice ‘Indoeuropea’, forse migrata in tempi e modi progressivi, e quindi l’integrazione con la cultura Celtica andrebbe inquadrata come una ‘ricomposizione’di una cellula unitaria, un ritorno alle origini comuni che si perde in un tempo ancestrale, di cui non si hanno più tracce.

 

Non solo incisioni

La maggior raccolta di incisioni in Valcamonica è concentrata nei comuni di: Capo di Ponte; Nadro; Pescarzo; Cimbergo; Paspardo; Darfo-Boario Terme; Piancogno;Sellero; Sonico. Cosa troviamo in questi luoghi?

-incisioni a carattere simbolico

-incisioni figurative di tipo realistico

-stele monumentali

-manifestazioni di minore importanza.

Diversi sono i modi di esecuzione, diverse le tecniche e diversa la cronologia

Non abbiamo solo  incisioni. Si sono evidenziate strutture megalitiche,menhir,i Santuari d’Altura, (non molto numerosi, sono posti sulla sommità delle montagne o dei passi, dove la presenza di stele incise con motivi simbolici e incastrate nella roccia testimoniano l'esistenza di una probabile attività di culto); i Castellieri o insediamenti fortificati,attivi durante l’Età del Bronzo e del Ferro e presenti anche altrove. Sono state portate alla luce anche delle tombe,tuttavia queste rimangono curiosamente scarse,in relazione alla notevolissima produzione incisoria rupestre.

Recenti studi nel campo dell’archeoastronomia, hanno evidenziato uno stretto legame tra il popolo Camuno e le stelle,facendo osservare che esistono correlazioni astronomiche ben precise in molte strutture fino ad ora prese in esame,in cui la possibilità che tali correlazioni siano frutto del caso è assai remota,per non dire in molti casi vicina allo zero! Anche le incisioni evidenzierebbero riferimenti celesti precisi  e fenomeni astronomici che oggi,con le  tecnologie a disposizione della Scienza, è possibile collocare cronologicamente con un buon margine di precisione.

NOTE:

(1)- il monumento fu eretto a La Turbie, sulle Alpi Marittime

(2)-cultura propria di popolazioni prevalentemente agricole, che si presume provenienti da Oriente, da cui portarono il rito funebre dell’incinerazione delle salme e la deposizione delle ceneri nelle urne.

(bibliografia e linkgrafia verranno inserite nella terza e ultima parte della presente Ricerca, che è stata raccolta da Marisa Uberti).

 

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