The 300 Spartans/L’Eroe di Sparta    di Enrico Pantalone

 

 

The 300 Spartans

1962, UK/Grecia

Regia di Rudolph Matè

Interpreti: Richard Egen, Ralph Richardson, David Farrar, Diane Baker, Barry Coe

 

 

Raramente sugli schermi (grandi o piccoli) appaiono films che storicamente possano essere molto validi, sicuramente The 300 Spartans è uno dei pochi che possa essere considerato tale, e sappiamo che essi si possono contare sulla punta delle dita.

In Italia è conosciuto con il titolo "L’Eroe di Sparta" in modo da farlo assomigliare a quei B movie tipici del tempo (siamo nel 1962): in effetti qui da noi per decenni il film ha sonnecchiato nel sottobosco dei cinema di periferia, in quelli d’essai, la televisione non l’ha mai proposto finché “riscoperto” alcuni anni fa è diventato oggi un cult vero e proprio degli amanti della settima arte della penisola e la Fox ha regalato agli appassionati un DVD in italiano speciale con anche una sovra copertina che lo rende anche più prezioso.

Frank Miller ha sempre sostenuto d’aver utilizzato questo film per creare il suo capolavoro fumettistico ispirato alla battaglia, riguardando ogni particolare per centinaia di volte.

Il film lascia poco spazio a trame diverse dal politico-militari, in pratica è uno sviluppo del periodo appena antecedente la battaglia e dei giorni in cui s’è svolta, il regista Rudolph Matè, operando in sinergia con il governo greco ed i miglior storici greci del periodo, dimostra sin dall’inizio di voler dare un’impronta “saggistica” al film, direi che l’impronta dei produttori inglesi c’è tutta e si vede in questo caso.

Un’altra chiave di lettura è quella del paragone con la politica internazionale degli anni cinquanta o sessanta ed infatti, molti critici hanno visto i trecento spartani ultimi difensori dell’occidente contro l’imponente armata sovietica impersonata dai persiani, non dimentichiamo la guerra civile greca del 1948 ancora viva nel 1962 e pressante nella quotidianità (pochi anni dopo, nel 1967, ci fu il colpo di stato dei colonnelli).

Tuttavia, a mio giudizio, pur non trascurando questo fatto, non darei troppa importanza alla contemporaneità degli avvenimenti, visti con occhio successivo al momento dell’uscita del film, ma mi concentrerei sulla perfetta messa in scena degli avvenimenti storici che sono narrati senza lasciare troppo spazio alle futilità tipiche d’un certo cinema popolato d’eroi e di combattenti, i personaggi interpretati da ottimi attori, molto preparati e rigorosi, scelti tra coloro che normalmente facevano da spalla ai miti hollywoodiani, sembrano molto veri, ma soprattutto molto “spartani”, asciutti, essenziali, pragmatici, perfino le poche attrici s’adeguano con prontezza all’impostazione seguita e lasciano ben poche speranze agli ammiratori per scene di tipo sentimentale.

Diciamolo, non è un film per tutti, spesso l’uso della ripresa nelle scene di combattimento riprese con metodica disciplina, l’accuratezza dei costumi di scena e spesso la crudezza nel mostrare il susseguirsi degli avvenimenti ne consiglia la visione ad un pubblico che ne possa apprezzare il “linguaggio visivo” molto particolare, probabilmente per questo non è mai stato passato in televisione, nemmeno in tarda nottata, com’era d’uso fino a qualche anno fa.

Intendiamoci, non v’è nessuna scena truce, nulla che possa essere vietato ai minori, solamente grande realismo militare (forse l’unica volta che fa capolino in un film), le scene del susseguirsi della battaglia sono talmente avvincenti che non danno tregua allo spettatore entusiasmando oltre misura.

 

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